AUMENTO DELLO STIPENDIO AI DIRETTORI DELL'AREA SOCIO-SANITARIA

Sanità veneta, Opposizioni:
"Legge ad personam"

28/11/2020 09:21
"Una legge ad personam, una nota stonata in piena emergenza". Così i consiglieri dei gruppi di opposizione a palazzo Ferro-Fini (Partito Democratico, Veneto che Vogliamo, Europa Verde, Movimento Cinque Stelle e Arturo Lorenzoni) commentano la legge appena approvata dall'assemblea legislativa veneta relativa al trattamento economico del direttore dell'area socio-sanitaria.
"Contestiamo un provvedimento limitato ad una sola persona, il direttore dell'area socio-sanitaria, che alza ulteriormente uno stipendio già sostanzioso, approvato dopo un'istruttoria brevissima - dichiarano i 10 consiglieri in merito alla legge 'Modifiche alla legge regionale 29 giugno 2012, n. 23 'Norme in materia di programmazione socio sanitaria e approvazione del Piano Socio-Sanitario Regionale 2012-2016" - mentre non è previsto alcun adeguamento per i trattamenti economici degli operatori della sanità veneta. Il Veneto non è attrattivo, assistiamo a una fuga di medici e infermieri verso strutture private, altre Regioni o Stati. Per questo era necessario intervenire a sostegno del servizio pubblico, rendendo il giusto riconoscimento e la giusta dignità al lavoro di chi è quotidianamente in corsia".
"Abbiamo provato a correggere il tiro della maggioranza e migliorare il testo - ricordano i Pd, M5S, EV, Vcv e lo speaker Lorenzoni - ma tutti i nostri emendamenti e il nostro ordine del giorno sono stati respinti. Un muro di gomma che non fa il bene della sanità veneta". "È singolare che tra le argomentazioni a sostegno di questo provvedimento ci sia l'emergenza Covid, quando la stessa emergenza non è stata sufficiente per dare il giusto ristoro a cittadini e imprese - concludono i consiglieri di opposizione - Il tema è politico e ci preme sottolinearlo: per essere efficienti e attrattivi ci vuole programmazione e costruire uno schema di retribuzioni coerente".

 
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