CARABINIERI IN AZIONE

Truffa da 200 mila euro
scattano le denunce

17/10/2020 15:50

I Carabinieri di Peschiera del Garda hanno denunciato a piede libero i responsabili di una truffa per oltre 200 mila euro perpetrata ai danni di un cittadino albanese. La vicenda ha avuto inizio alla fine del 2019 quando un 42enne di Tirana aveva contattato telefonicamente il venditore di un orologio dal valore di 15 mila euro (l'annuncio era stato pubblicato su un sito di vendita online).

Nella circostanza i due concordavano di incontrarsi in Italia in un centro commerciale di Verona. Ma all'incontro si presentarono due uomini inviati dal venditore che gli mostravano l’orologio in questione. Questi ultimi facevano sì che l’incontro proseguisse in modo cortese e disteso, intavolando discorsi di vario genere tra i quali anche quello riferito alle banconote da 500 euro che ormai - spiegavano in modo convincente i due uomini - non erano più spendibili in Italia in quanto dichiarate illegali. Nella circostanza gli proponevano un affare: il cambio di banconote da 500 euro, con altre di taglio inferiore per un importo superiore pari al 10% in più.

Allettato dal facile guadagno, il 20 gennaio scorso l’albanese ritornava in Italia, precisamente a Peschiera del Garda, dove incontrava uno dei due uomini, tale “Fabrizio” al quale consegnava la somma di 18 mila euro in banconote da 100, ricevendo in cambio 20 mila euro in banconote da 500. Considerato che l’affare era andato ottimamente, i due concordavano un ulteriore cambio per il giorno 25 gennaio successivo, questa volta per un importo più importante: 210 mila euro in banconote da 100.

Il secondo incontro, difatti, avveniva il giorno stabilito in un Bar di Peschiera del Garda da dove poi i due si recavano, a bordo dell’auto di “Fabrizio”, in un’abitazione della stessa cittadina lacustre per operare lo scambio delle somme.

Nell’appartamento, ad attenderli, vi era una donna la quale prendeva in consegna i 210.000 euro dall’albanese mostrandogli una cassaforte, come per fargli intendere che avrebbe dovuto aprirla per depositare la somma ricevuta e prelevare quella di importo maggiore costituita dalle banconote da 500. In quel contesto, approfittando di un attimo di distrazione dell’albanese, “Fabrizio” e la donna fulmineamente si allontanavano dal luogo lasciandolo da solo nell’appartamento. Quest’ultimo, avendo capito di essere stato truffato, chiedeva sul posto l’intervento dei Carabinieri i quali, una volta raggiunto il luogo, oltre al richiedente, trovavano anche due donne che nella circostanza asserivano di essere le proprietarie dell’appartamento e che lo stesso era stato affittato circa dieci giorni prima ad un certo “Fabrizio”, che non corrispondeva di certo all’abanese.

Sulla base della querela per truffa sporta immediatamente da quest’ultimo, i Carabinieri della Stazione di Peschiera del Garda avviavano le indagini acquisendo innanzitutto i filmati registrati dall’impianto di videosorveglianza installato nel centro della cittadina. L’attenta e lunga analisi di fotogramma per fotogramma, consentiva ai militari di individuare l’autovettura con la quale il fantomatico “Fabrizio” si era recato nel bar di Peschiera del Garda ed a bordo della quale aveva fatto salire la vittima. Il prosieguo delle indagini, eseguite sul conto dell’intestatario del mezzo, un uomo di etnia sinti residente in un campo nomadi di un’altra provincia veneta, e sul suo circuito relazionale e familiare, consentiva ai Carabinieri di Peschiera del Garda di identificare sia il fatidico “Fabrizio”, un uomo di 47 anni, che il suo complice (48 anni), entrambe residenti nella provincia di Vicenza, e gravati da precedenti penali.


 
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