TEATRO

Ripartono spettacoli al
Camploy che erano saltati

06/10/2020 17:51
Il Teatro Camploy riapre. Da metà ottobre a fine dicembre sono stati riprogrammati tutti gli spettacoli saltati durante il lockdown. E il debutto con Mcbettu è già sold out. In scena prosa e danza per la rassegna ‘L’Altro Teatro’, ma anche tante compagnie veronesi e amatoriali. Attivati tutti i protocolli sanitari per garantire la massima sicurezza del pubblico, distanziamento compreso. La capienza, infatti, si riduce a 136 posti a serata, in ottemperanza alle misure anti Covid. Restano validi tutti gli abbonamenti e i biglietti della scorsa stagione, che verranno riassegnati. Al Box Office di via Pallone sono aperte, invece, le prevendite per chi non avesse ancora il ticket.

Una ripartenza nel segno dell’innovazione grafica. Presentanti in anteprima i nuovi loghi del sistema teatrale scaligero. Da oggi tutte le rassegne organizzate dal Comune di Verona, ossia Estate Teatrale Veronese, Grande Teatro, L’Altro Teatro e la new entry Passione Teatro, dedicata agli amatoriali, saranno immediatamente identificabili anche grazie ad una veste grafica comune. Un semicerchio, come quello delle gradinate del Teatro Romano, ma di colori diversi, rappresenterà le rassegne che durante l’anno animano i contenitori culturali cittadini.

Il programma dei prossimi mesi prevede il 21 ottobre “Mcbettu” diretto da Alessandro Serra, il 5 novembre “Sulla morte senza esagerare” del Teatro dei Gordi. Seguirà “Callas” di Ersiliadanza il 13 novembre e poi il 26 novembre si tornerà alla prosa con “Le allegre comari di Windsor”, per chiudere con le coreografie di Silvia Gribaudi in “Graces” il 17 dicembre.

Verranno recuperate anche le date delle compagnie professionali veronesi inserite nel fuori abbonamento. Il 29 ottobre Ippogrifo Teatro porterà in scena “La Papessa”, il 18 novembre “Oggi è Otello” di Teatro Scientifico- Teatro Laboratorio con Isabella Caserta e Francesco Laruffa, il 20 novembre Iuvenis Danza in “On attend… piccolo Godot da camera”, il 3 dicembre Lucia Salgarollo in “Hic et nunc – on the nature of: Wolves” e il 10 dicembre EXP in “Dissipatio F. G.”.

Nuove date, infine, anche per il teatro amatoriale che da quest’anno si chiamerà ‘Verona Passione Teatro’. In scena il 24 ottobre Artefatto Teatro con “Badanti”, il 25 ottobre Artefatto Teatro con “L’Erba del vicino”, il 7 e 8 novembre Trixtragos con “Quartet”, il 14 e 15 novembre A filo d’Arte con “E’ possibile”, il 21 e 22 novembre La Pocostabile con “Goldoni e le donne”, il 28 e 29 novembre GTV Niù con “Veci, imbriaghi e foresti”, il 5 e 6 dicembre Verbavolant con “La terra in prestito”. Chiuderà, il 12 e 13 dicembre, Micromega con “Scambio di persone all’Italiana”.

Programma e novità sono state presentate questa mattina, in sala Arazzi, dall’assessore alla Cultura Francesca Briani e dal direttore artistico del Comune Carlo Mangolini. Presenti anche Paolo Valerio direttore di Fondazione Atlantide e Pierluca Donin direttore di Arteven, i due partner delle rassegne comunali.

“Dopo l’estate, cogliamo un’altra sfida e riapriamo anche i teatro al chiuso – ha detto l'assessore Briani -. Con le limitazioni e i protocolli necessari garantiremo la sicurezza del pubblico, pur monitorando la situazione di ora in ora, pronti ad adeguarci alle normative. Nel frattempo mettiamo in campo tutte le nostre forze e risorse per ripartire, certi che è quello che vuole anche il pubblico. Siamo poi orgogliosi di presentare in anteprima la nuova veste grafica del sistema teatrale veronese. Era un’esigenza che sentivamo da tempo, un modo per fare ordine e chiarire in modo inequivocabile non solo l’impegno economico del Comune per realizzare stagioni di qualità, ma anche la titolarità dei progetti culturali in capo all’Ente.

“Il nostro obiettivo era quello di riaprire i teatri anche per l’inverno – ha aggiunto Mangolini -, per questo abbiamo studiato una riprogrammazione che consentisse di concentrare in poco più di due mesi tutte le serate saltata per il lockdown. Il fatto che il primo spettacolo sia già sold out è un segnale incoraggiante e dimostra l’affetto dei veronesi per il Camploy e per le proposte di qualità. Finalmente anche il teatro amatoriale ha una sua identità, compresa nel sistema teatrale veronese. Ora speriamo quanto prima di poter riprogrammare anche i primi due spettacoli del Grande Teatro che andranno in scena al Nuovo, Antigone e Mine Vaganti”.

 
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