AL TEATRO ROMANO

Chiara Francini si
trasforma in Ofelia

16/09/2020 09:00

Le parole di Steven Berkoff in 39 lettere d’amore tra Amleto e Ofelia e l’innata comicità di Chiara Francini. Un mix pronto ad esplodere sul palco del Teatro Romano. Prosegue il Festival Shakespeariano, nucleo centrale dell’Estate Teatrale Veronese, rassegna organizzata dal Comune di Verona.

Questa sera, mercoledì 16 settembre, Chiara Francini e Andrea Argentieri, premio UBU 2019, diretti da Luigi De Angelis con la drammaturgia di Chiara Lagani, porteranno in scena ‘L’amore segreto di Ofelia’. Una cooproduzione di Pierfrancesco Pisani - Isabella Borettini per Infinito Teatro e Estate Teatrale Veronese, in collaborazione con Argot Produzioni.

Sul palco due attori provano a distanza il testo di Berkoff, brevi monologhi che esplorano i meandri della relazione fra Amleto e Ofelia suggeriti da Shakespeare. Lei è Ofelia e si immaginava il suo Amleto in modo molto diverso da quello a cui la realtà l’ha messa a confronto. Dopo un iniziale disappunto, però, la fascinazione per il testo, con le sue spiraliformi e sensuali circonvoluzoni retoriche, prende il sopravvento e la costringe a rivedere le sue posizioni iniziali. È così che sulla scena prende forma lo spettacolo, provato conflittualmente a distanza. La sproporzione tra contenuti pulsionali e spirito adolescenziale da una parte e il linguaggio arcaico dei versi dall’altra, e in parallelo quella tra gli attori e il testo che devono andare a interpretare, imprimono a poco a poco una strana accelerazione all’immobilità della scena. Il tutto enfatizzato dal procedere inevitabile e fuori campo della tragedia, dalla quale sono stati prelevati i due sfortunati protagonisti. Il loro destino drammatico si compie fatalmente in un altrove misterioso e sconosciuto, di cui però il pubblico conosce già tutti i dettagli: le morti, la follia, il tragico finale. Nell’inevitabile incedere del dramma, però, si incastrano questioni attuali: la distanza tra passione e azione, il rapporto conflittuale con un ruolo obbligato a cui dobbiamo o vogliamo per forza aderire, il sentimento di un tempo implacabile che tutto trascina, la sovrapposizione tra finzione e realtà, sogni e desideri.


 
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