L'OMAGGIO A DANTE

Palcoscenico sull'Adige
per Purgatorio

13/09/2020 11:45

Un palcoscenico sull'Adige. È questo che aspetta gli spettatori e le spettatrici il domenica 13 e lunedì 14 settembre alla Dogana di Fiume. Una simbolica montagna che cresce dall’acqua farà da scenografia naturale a Purgatorio: lo spettacolo di prosa, musica e danza contemporanea ideato e diretto da Alessandro Anderloni come seconda tappa del progetto triennale “Dante Settecento: Verona onora Dante” iniziato nel 2019 con l’Inferno al Lazzaretto e in programma fino all’anniversario dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, nel 2021, sulle rive di Castelvecchio.

La sede del Canoa Club Verona, in via Dogana, ospita sei spettacoli (alle 19.30, 21 e 22.30) per un numero contingentato di spettatori, nel rispetto di tutte le normative imposte dall’emergenza sanitaria, con prenotazione obbligatoria scrivendo a [email protected] Sul palcoscenico d’acqua con Anderloni ci saranno i danzatori Sara Cavalieri e Paolo Ottoboni, con le coreografie di Silvia Bertoncelli, e il compositore Zeno Baldi che eseguirà live la musica originale composta appositamente per l’evento. Anderloni dirà tre canti dalla seconda cantica della Divina Commedia: il secondo, con il tenero incontro tra Dante e Casella; il sesto, con la sua invettiva contro la “serva Italia” e il trentesimo, quando Dante nel Paradiso Terrestre si imbatte in Beatrice.

«Nella salita della montagna di Purgatorio è facile riconoscersi, affaticati eppur smaniosi di raggiungere la cima. Nei personaggi che Dante pellegrino incontra riusciamo a identificarci, quanto a vederci su una di quelle cornici a scontare le nostre miserie terrene», evidenzia Alessandro Anderloni, regista e interprete, raccontando l’idea drammaturgica. «Sono partito da un’idea circolare, ecco la scenografia a forma di spirale, i movimenti marcati sull’idea del girare in tondo, con la musica che evoca questo salire – prosegue –. E poi gli endecasillabi di Dante, puliti ed essenziali, a dialogare con lo scorrere dell’Adige. Sarà uno spettacoli di stupore, dove la Dante vibra di rabbia e si lascia andare alla tenerezza».

Silvia Bertoncelli esprime così le suggestioni della coreografia che ha firmato: «Nei pressi, sul tempo, per contrasto, assorta, la danza si muove attorno alle parole di Dante e ne trae la fiamma che la anima». A suggerire il tono, rimarca, «è il tremolio della luce sulla marina all’alba, quando Dante e Virgilio giungono ai piedi del Purgatorio, che rende inquieti i contorni. Che è anche il tremore, l'incertezza degli “spirti” sbarcati dall’Angelo sulla spiaggia. Da lì inizia un percorso che risente delle asprezze della salita, dell’intimità degli incontri, della forza delle figure. Attraverso le sue impressioni la danza cercherà di far vibrare le immagini, suggerire le atmosfere che baluginano nei pressi delle parole, come il loro non detto che attrae».

Alle movenze si uniscono le note musicali. «Le musiche che ho composto si annidano tra le pieghe del testo dantesco, evitando un approccio puramente descrittivo o narrativo, a favore di una lettura più sotterranea o sottocutanea», sottolinea Zeno Baldi. «Il lavoro sui suoni, non per forza organizzati in melodie, è il tentativo di mettere a fuoco alcune qualità particolari dei passaggi scelti, tra le innumerevoli offerte da ogni canto, ogni verso, ogni parola, per farle emergere insieme ai movimenti coreografici. Alcune immagini hanno guidato il mio lavoro compositivo, tra cui la forma a spirale, le fatiche della salita, il tremolio dell'alba, l'inondazione di luce», spiega.


 
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