A BOSCO CHIESANUOVA

Festival Cinema Lessinia
sabato le premiazioni

28/08/2020 11:15

Cresce l'attesa di conoscere i nomi dei vincitori del Film Festival della Lessinia. La cerimonia di premiazione della ventiseiesima edizione della rassegna cinematografica internazionale è prevista domani, sabato 29 agosto, alle 18 al Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova e in diretta streaming sulla pagine social della manifestazione.

Premi 2020. Novità di quest’anno è la partecipazione del pubblico. Per la prima volta nella storia del festival, saranno gli spettatori, che nei giorni scorsi hanno visionato le opere cinematografiche sia in sala che online, ad assegnare i massimi riconoscimenti: la Lessinia d’Oro al miglior lungometraggio e la Lessinia d’Argento al miglior cortometraggio. Nuovo è anche il Premio Log to Green Movie Award al miglior film della sezione FFDLgreen. Altri riconoscimenti speciali sono il Premio del Curatorium Cimbricum Veronense alla memoria di Piero Piazzola e Mario Pigozzi alla migliore opera cinematografica di un regista giovane; il Premio della Cassa Rurale Vallagarina al miglior film sulle Alpi e il Premio dei bambini.

Giuria MicroCosmo nel carcere di Verona. Da dieci anni le terre alte del mondo entrano nei confini ristretti della casa circondariale di Verona grazie al progetto “La montagna dentro” realizzato dall’associazione MicroCosmo in collaborazione con il Film Festival della Lessinia. La visione dei film in concorso restituisce una boccata d’ossigeno al gruppo di persone detenute che compongono la Giuria MicroCosmo nel carcere di Verona. Le tematiche trattate s’intrecciano alle storie di vita dei giurati che, attraverso scrittura e confronto, assegnano lo speciale riconoscimento.

Il progetto non si è mai fermato, pur nelle difficoltà causate dalla pandemia e con l’obbligo del distanziamento fisico che ha costretto a trovare spazi idonei. «Le proiezioni si sono svolte nella biblioteca del carcere per la necessità di rispettare le distanze previste a prevenzione del Covid-19, muniti di mascherina e dispositivi di igienizzazione», spiega la referente dell’iniziativa, Paola Tacchella, affiancata da Laura Cappellaro e Cecilia Munari.

«In quest’edizione la formazione del gruppo ne ha risentito, potendo accogliere un numero limitato di persone provenienti da una sola sezione, misura di prevenzione a tutela dell’intera popolazione detenuta e di chi in carcere lavora – prosegue –. Importante è stato mantenere la continuità, interrotta per i lunghi e difficili mesi del lockdown, della relazione con le persone detenute e tenere vivo un progetto che ha coinvolto in un decennio centinaia di persone nel carcere».

«Avvicinare i detenuti al mondo del cinema significa avvicinarli alla società partecipando a pieno titolo a un evento così importante», evidenzia Mariagrazia Bregoli, direttrice della Casa circondariale di Verona. Partecipare alla ventiseiesima edizione ha un significato particolare, aggiunge: «Conosciamo tutti quello che è successo a causa dell’emergenza sanitaria e della chiusura di tante attività. Per i detenuti essere parte della giuria del festival ha il significato del ritorno alla normalità, un poter ricominciare. I benefici sono molteplici: sentirsi parte di un contesto che accetta le persone detenute, chiamandole a far parte di un progetto. Cinema non è solo guardare un film, ma approfondimento e crescita individuale».


 
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