A BOSCO CHIESANUOVA

2 film in anteprima
al Festival Lessinia

24/08/2020 10:00

Prosegue con successo di pubblico, in sala e online, il Film Festival della Lessinia. Alla rassegna cinematografica internazionale di Bosco Chiesanuova la quinta giornata di proiezioni, martedì 25 agosto, racconta storie di confine e di esilio nelle terre alte con due film in anteprima italiana nella sezione Concorso.

Alle 21 il grande schermo del Teatro Vittoria si accende con Il viaggio di Yashar (Francia 2019) di Sébastien de Monbrison, regista di padre francese e madre egiziana con formazione in antropologia. Il protagonista ha lasciato l’Iran per attraversare il mare: a Parigi lo aspetta uno zio, forse una nuova vita. Dopo mesi trascorsi in Italia, decide di passare la frontiera con la Francia, ma al confine autobus e treni sono sorvegliati. Nessuno sembra poterlo aiutare ad attraversare le montagne, finché appare Vincent che può accompagnarlo in moto fino alle pendici e guidarlo nei boschi, lungo il sentiero di un esilio costellato di insidie e predatori.

A seguire Parole di banditi (Francia 2019) dove il documentarista Jean Boiron-Lajous accompagna lo spettatore in un’altra terra di frontiera, la Val Roia: qui dal 2015 il confine è chiuso, controllato dalle forze dell’ordine. Sessanta chilometri divisi dal fiume, tra Italia e Francia: porta tra le rocce per una vita migliore o per la sopravvivenza. I banditi che battono i versanti sono uomini e donne che sfidano la legge guidando i migranti lungo i villaggi che sorgono sui declivi. Seguendo i passi dei fuorilegge, il documentario filma una realtà dolorosa: le voci, spesso fuori campo, riferiscono di una solidarietà illegale che muta in atto di resistenza ai governi europei ancora incapaci di rispondere alle tragedie umane che continuano ad attraversare i propri territori. Di una montagna che è terra d’esilio, restano gli sguardi e volti di chi sogna ciò che sta oltre le creste, testimone silenzioso dei passi dei banditi.

Alle 18, tra le opere in Concorso: La strega vedova (Cina 2018) di Cai Chengjie, premiato come miglior esordio all’International Film Festival di Rotterdam. Nell'esplosione della sua fabbrica di fuochi d'artificio, Erhao perde il marito rimanendo vedova per la terza volta. Sospesa in un limbo in cui la sua mente è vigile ma il corpo non risponde, subisce l’astio e le angherie della famiglia, mentre tra gli abitanti del villaggio serpeggiano sempre più insistenti le voci che la additano come strega. La donna parte a bordo di un vecchio furgone, che le fa pure da casa, col fratellino del marito. Attraverso una Cina rurale e superstiziosa, questa fuga da un destino inesorabile è fotografata in un bianco e nero abbacinante che esaspera i contrasti del rigido paesaggio innevato e l'aridità dei rapporti umani.

La programmazione della ventiseiesima edizione della rassegna è visibile sia in presenza al Teatro Vittoria che online, accedendo alla sala virtuale del festival attraverso la piattaforma Eventive.


 
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