VERONA MAGLIA NERA IN VENETO

Morti sul lavoro
Cgil: Fermare la strage

14/08/2020 17:41

Lavoro in appalto, cantiere sul tetto, forti dubbi sull’uso corretto dell’imbracatura e degli altri dispositivi di protezione: è un tragico copione che continua a ripetersi quello che ieri è costato la vita a Davide Domaschi, operaio della Fm Copertura Snc di San Martino Buon Albergo precipitato da un’altezza di otto metri mentre lavorava alla bonifica del tetto della Cartiera del Vignaletto a Zevio.

Lo scorso dicembre era toccato a Pietro Perrici, artigiano autonomo di Villafranca caduto dal tetto dell’acciaieria Fdf di Vallese.

Dal 2016 al 2019 nel Veneto sono 28 le morti sul lavoro classificate dagli Spisal come causate da “Caduta dall’alto o in profondità”.

Dal 2018 la provincia di Verona detiene il tragico primato regionale di infortuni mortali sul lavoro. Tra i 21 censiti dagli Spisal nel 2019 in Veneto, ben 10, quasi la metà, è avvenuto nel territorio veronese. L’Inail, che rende conto anche degli infortuni mortali che avvengono in itinere, mostra un bilancio ancora più duro da accettare: 65 infortuni mortali nel 2019 di cui 22 nel veronese.

Agricoltura, Costruzioni, Metalmeccanica, Trasporti e Servizi i settori più a rischio. Tra le cause principali nell’industria e nei servizi: schiacciamento da materiali, macchinari o automezzi e, appunto, caduta dall’alto.

La Cgil continua a sostenere la necessità di iniziative bilaterali con le controparti dei settori a rischio e con le istituzioni pubbliche, adeguatamente sostenute anche dal punto di vista finanziario. Occorre rafforzare la cultura della sicurezza di lavoratori e imprese - sostiene il sindacato - coinvolgendo anche gli stranieri che rappresentano annualmente dal 20 al 30% delle morti sul lavoro.


 
Nessun commento per questo articolo.