LA PROPOSTA DELL'ORDINE DEGLI INGEGNERI

Allagamenti a Verona,
serve legge regionale

27/07/2020 17:25

Una legge regionale per regolamentare e salvaguardare i corsi d’acqua minori come fossi e scoli che, se trascurati, sono tra le cause degli allagamenti in città e nei centri abitati. L’Ordine degli Ingegneri di Verona, attraverso la propria Commissione idraulica, dopo aver svolto in circa due anni un’analisi della delle carenti normative vigenti riferite al reticolo idrografico minore, ha sviluppato una proposta di legge regionale per la redazione di piani comunali di protezione idraulica.

La proposta di legge è stata presentata nella sede dell’Ordine degli Ingegneri alla presenza del presidente Andrea Falsirollo, dei componenti della Commissione idraulica Roberto Penazzi e Simone Venturini e di alcuni consiglieri regionali Stefano Valdegamberi e Stefano Casali che insieme a Maurizio Colman, Alessandro Montagnoli sono firmatari della legge.

La necessità di salvaguardare il reticolo idrografico minore deriva dalla sua importante funzione di contribuire a trattenere la pioggia, regolare l’afflusso dell’acqua nella rete idraulica secondaria e principale, ridurre il pericolo di esondazione dei corsi d’acqua a regime torrentizio e contribuire al contenimento degli effetti delle piene, riducendo i danni da esse provocati.

“Succede sempre più di frequente – evidenzia il presidente Andrea Falsirollo - che a ogni evento piovoso intenso si verifichino inondazioni e allagamenti con conseguenze differenti a seconda che queste avvengano in città o in campagna. Ciò fa parte di un problema complesso di cui fa parte anche la rete idrografica minore che presenta notevoli deficienze spesso causa di danni su vaste porzioni di territorio nelle campagne e nelle zone edificate. Le parole d’ordine sono sempre le stesse: coordinamento e programmazione. Per questo motivo la Commissione idraulica ha effettuato un importante lavoro di analisi che ha portato alla proposta di legge oggi presentata che prevede prima di tutto una mappatura del reticolo idrografico minore che durerà diversi anno e poi l’intervento dei Comuni con appositi Piani di protezione idraulica sostenuti dalla Regione”.

Precisa Simone Venturini: “Per reticolo idrografico minore intendiamo quello disposto su terreni privati, per il quale, spesso, non esiste né una mappatura né una analisi di dimensionamento. Al contrario, spesso, la sua conformazione è mutata nel tempo, anche per interventi non corretti effettuati dai proprietari ed a causa di una scarsa memoria delle sue funzioni idrauliche fondamentali. Oggi, di questo reticolo si sa poco, in termini di sviluppo planimetrico (talora addirittura scomparso) ed ancor meno delle sue caratteristiche dimensionali (sezione e pendenza) sicché gli eventi meteorologici intensi - che sempre più frequentemente si verificano - non trovano una adeguata infrastruttura idraulica minore in grado di convogliare correttamente le portate verso i ricettori principali. Ciò che la legge dovrà attivare e che è nelle intenzioni della Commissione Idraulica che ne ha sviluppato la proposta alla Regione Veneto è la redazione di studi atti a definire nel dettaglio il reticolo idrografico minore (privato), le sue caratteristiche dimensionali (sezioni e pendenza) in funzione del bacino che è deputato a drenare, allo scopo di far redigere poi ai Comuni (anche per il tramite del Consorzio di Bonifica) un Piano di ripristino funzionale del reticolo stesso”.

Nubifragi con bombe d’acqua e precipitazioni violente sono le conseguenze dei cambiamenti climatici anche nella provincia veronese, come in tutta Italia, dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense.

“La nostra proposta di legge è un tassello nelle norme che regolano il corretto uso del territorio e assieme al Piano Tutela delle Acque, alla norma dell’invarianza e compatibilità idraulica, alla legge sulla Bonifica tenta di porre ordine in un campo trascurato negli anni e che i cambiamenti climatici hanno riportato in primo piano”, precisa Roberto Penazzi.

Stefano Valdegamberi, primo firmatario della legge sottolinea che: “Questo progetto di legge, già depositato in Regione e pronto per la prossima legislatura, è innovativo nel contesto nazionale. Tante esondazioni e criticità sono provocate da corsi d’acqua non demaniali ma gestiti dai privati che per lo più non li curano. Di fondo manca una legge che stabilisce questa incombenza. E’ quindi importante che questa legge deve regolamentare e gestire questi corsi d’acqua dopo averli individuati per creare le condizioni per mettere in sicurezza il territorio. Con questa legge la Regione Veneto per prima in Italia potrebbe per i corsi d’acqua minori stabilire chi fa che cosa”.

Così Stefano Casali tra i firmatari della legge: “E’ significativa la collaborazione che si è creata tra la politica e l’Ordine degli Ingegneri di Verona a vari livelli poiché la politica ha bisogno di tecnici con competenze scientifiche così presenti nel tessuto sociale ed economico a partire dalla nostra città”.


 
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