CRISI ECONOMICA

Fase 2 "Il Nord ha perso
90 miliardi" dice CNA

17/07/2020 16:20

Se per il 2021 è prevista una parziale ripresa e una crescita del 7,2%, nella Fase 2 emerge una contrazione senza precedenti delle economie regionali. Risulta dai dati dell'Osservatorio Economia e Territorio realizzato da centro studi Sintesi di Mestre "Gli effetti del Covid-19 sull'economia dei territori" per le Cna di Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. Le misure di contenimento durante il lockdown e la Fase 2 (marzo-giugno 2020) hanno portato alla sospensione del 30% delle attività economiche in Lombardia, Veneto e Emilia Romagna, causando perdite per 90 miliardi di euro, il 6,4% del valore annuo. Il Lombardia si sono persi 49,5 miliardi. I settori più colpiti sono stati il commercio, il turismo, i servizi alla persona, l'edilizia e il manufatturiero, quest'ultimo con perdite per 16,1 miliardi. Per il turismo sono a rischio i due terzi del fatturato delle imprese, per oltre 29 miliardi. A subire la più forte flessione è il Veneto (-71%), più legato alle presenze straniere, seguono Lombardia (-67%) e Emilia Romagna (-63%). Lo riporta Ansa.


Le limitazioni del lock-down per la pandemia da coronavirus hanno inciso fortemente sulle iniziative imprenditoriali in Lombardia, Veneto e Emilia Romagna: tra marzo e maggio il numero di nuove imprese nelle tre Regioni si è dimezzato rispetto allo stesso periodo 2019. La Lombardia ha registrato il dato più negativo con -52%, seguono Emilia Romagna -47% e Veneto -40%. Emerge dai dati dell'Osservatorio Economia e Territorio realizzato da Centro Studi Sintesi di Mestre "Gli effetti del Covid-19 sull'economia dei territori" per le Cna di Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. Secondo l'indagine inoltre il Pil delle tre Regioni farà segnare una contrazione più ampia rispetto alla crisi conseguente al fallimento di Lehman Brothers nel 2008, stimando perdite superiori al 9%. In Lombardia questo si traduce in un balzo indietro di vent'anni. La ripresa stimata per il 2021 in una crescita del 7,2%, da sola non basterà a colmare la caduta attuale, è stato evidenziato.


IL CASO LOMBARDO

Il quadro tracciato dalla ricerca non presenta però dati eccezionali anche nel periodo pre Covid-19. Le attività con meno di 50 addetti esprimono il 57% del fatturato complessivo. L'artigianato è il motore dell'export che tra il 2010 e il 2019 ha fatto registrare una crescita quasi ininterrotta: in media nelle tre regioni è cresciuto del 42%. Lo stesso per il turismo, che dal 2015 vola, generando quasi il 9% del Pil. Le presenze turistiche, fino all'anno scorso, sono cresciute di circa il 18% e nelle tre regioni hanno generato 43,5 miliardi di euro, oltre ad impiegare 583.689 addetti. Eppure il numero delle imprese negli ultimi dieci anni è diminuito: secondo lo studio del 3,8%. Debole crescita del Pil, su livelli ampiamente inferiori rispetto a quella delle altre regioni leader in Europa. Tra il 2010 e il 2019 il divario con i lander tedeschi si è ampliato: in termini di Pil pro-capite, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto hanno perso molte posizioni nella graduatoria europea.


 
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