33 ARRESTI E PIU' DI 100 INDAGATI

Blitz contro 'Ndrangheta
da 40 anni a Verona

15/07/2020 13:15

Nuovo blitz contro la 'Ndrangheta a Verona e in Veneto. Sono 33 gli ordini di custodia cautelare emessi dal gip del Tribunale di Venezia, su richiesta della locale Ddda, nei confronti di altrettanti indagati accusati a vario titolo di associazione di tipo mafioso, traffico di stupefacenti, estorsione, rapina, usura, ricettazione, riciclaggio, furto aggravato, favoreggiamento, violazione delle leggi sulle armi, con le aggravanti mafiose.

I provvedimenti scaturiscono da un'attività investigativa del Ros per accertare la presenza, in Veneto, di strutture 'ndranghetiste. Oltre cento le persone raggiunte da avvisi di garanzia. Gli arresti sono stati eseguiti dal Ros con il supporto dell'Arma territoriale in Veneto, Emilia Romagna, Lombardia e Calabria.

VERONA ANCORA UNA VOLTA COINVOLTA

Le indagini hanno consentito di individuare una strutturata consorteria ‘ndranghetistica che aveva la sua base a Sommacampagna, almeno dal 1981, riconducibile alle famiglie “GERACE-ALBANESE-NAPOLI-VERSACE” originarie della piana di Gioia Tauro (Reggio Calabria) e con ramificazioni in diversi comuni della Provincia di Verona (Villafranca Veronese, Valeggio sul Mincio, Lazise e Isola della Scala).

Le indagini hanno anche evidenziato concreti e puntuali elementi di capacità di intimidazione e conseguente assoggettamento delle vittime, realizzato attraverso la commissione, nel tempo, di un sistematico e rilevante numero di reati (in particolare estorsioni ed usura), acclarando anche la realizzazione di un vorticoso giro di false fatturazioni per operazioni inesistenti. Inoltre sono stati documentati diversi episodi di riciclaggio, commessi attraverso società di cui i formali titolari si servivano, avvalendosi anche della mafiosità dei loro interlocutori, per trarre un personale tornaconto.

Dal quadro emerso dalle indagini è possibile ipotizzare, sulla base dei concreti elementi acquisiti, la capacità della consorteria di acquisire, direttamente o indirettamente, la gestione e il controllo di attività economiche nei più svariati settori (in particolare costruzioni edili e movimento terra, impiantistica civile ed industriale, servizi di pulizia e di affissione della cartellonistica pubblicitaria, commercio di autovetture e materiali ferrosi, nonché trasporti su gomma) anche in collegamento con indivudui alla cosca “GRANDE ARACRI” di Cutro (Crotone) residenti nella provincia di Verona.

Inoltre è stato possibile fare emergere importanti elementi di responsabilità partecipativa alla struttura ndranghetista con "articolata divisione dei compiti all’interno del sodalizio", nonché la sua costante connessione con il "Crimine di Polsi” in Calabria.

Infine, gravi elementi sono emersi in ordine alla gestione di un traffico di stupefacenti, sviluppato nel veronese attraverso due canali di approvvigionamento: uno in Calabria e l’altro facente capo ad appartenenti a gruppi criminali albanesi e sloveni. Nel corso delle attività, sono stati sequestrati ingenti quantitativi di cocaina e marijuana.

Per il comandante dei Ros, gen.Pasquale Angelosanto, l'indagine "conferma l'enorme pericolosità della 'ndrangheta, non solo nel controllo del territorio ma anche per il fatto di avere un'enorme liquidità capace di corrompere il tessuto economico e produttivo in cui si insedia".


 
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