LA PRESENTAZIONE CON IL SINDACO

FATE, il progetto per
bloccare virus a Verona

29/06/2020 13:05

"Presentiamo un progetto che è molto importante. Siamo in una fase calante del Coronavirus ma dobbiamo stare attenti per quello che potrà succedere nei prossimi mesi. Così questo nuovo progetto con Università e Ospedale, che si chiama FATE, è fondamentale perché identificheremo precocemente il virus. E' importante sapere in netto anticipo cosa poter fare in caso di una potenziale nuova emergenza". Così Federico Sboarina in conferenza stampa, lunedì mattina, ha presentato il progetto FATE dell'Università e dell'Ospedale di Verona che ha il compito di identificare precocemente la diffusione di una potenziale seconda ondata del Coronavirus.

Alla base del progetto verranno identificate, tramite campionamento statistico, un numero rappresentativo di persone residenti/domiciliate nel Comune di Verona che appartengono a popolazioni cosiddette "sentinella" che possono quindi mostrare precocemente i segni di diffusione del virus. Le categorie coinvolte saranno: operatori e ospiti delle RSA, alunni e insegnanti nelle scuole, Polizia Urbana, lavoratori del settore ristorazione e supermercati, associazioni di volontariato e lavoratori a stretto contatto con tante persone (alberghi, poste e fiere etc etc...). Le categorie coinvolte verranno sottoposte a tamponi e a test sierologici.

Il rettore Nocini ha aggiunto "Questo progetto nasce dalla volontà del sindaco e dall'intuizione della professoressa Tacconelli. E' un progetto che serve prevenire una nuova potenziale diffusione del virus". La Professoressa Tacconelli ha precisato: "E' un grande lavoro di squadra. FATE ci dirà se nel periodo di abbassamento delle temperature, da ottobre, ci saranno importanti segni di nuovi potenziali pericoli. Il progetto FATE andrà avanti fino al febbraio del 2021".


 
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