CGIA

"9 imprese su 10 non
hanno chiesto prestiti"

27/06/2020 12:40

Dal 17 marzo fino al 25 giugno scorso, le domande pervenute al Fondo di garanzia del Ministero dell'Economia e delle Finanze, così come previsto dai decreti "Cura Italia" e "Liquidità" 1 , sono state 715.776, per un importo complessivo di finanziamenti richiesti dalle imprese pari a 41 miliardi di euro. A dirlo è l'Ufficio studi della Cgia. Per gli Artigiani di Mestre, pertanto, se si tiene conto che i possibili fruitori di questi due provvedimenti ammontano a poco più di 5.460.000 unità, significa che a seguito delle oltre 715.700 domande presentate in questi 3 mesi, solo il 13% del totale degli imprenditori e dei liberi professionisti italiani è ricorso a questi aiuti economici. L'87% non l'ha fatto.

"Insomma, quasi 9 Pmi su 10 non hanno chiesto alcun prestito. Sia chiaro - segnala il coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo - se i numeri sono così contenuti la responsabilità non è delle banche e nemmeno del Fondo di garanzia, ma è riconducibile al fatto che lo strumento ha suscitato pochissimo interesse tra gli imprenditori. Certo, qualche istituto di credito non è stato particolarmente solerte nella formulazione delle istruttorie. Con un passivo bancario in capo a ciascuna piccola impresa che in Italia ammonta mediamente a circa 100 mila euro, la quasi totalità di queste realtà produttive non ha ritenuto conveniente indebitarsi ulteriormente per risolvere i propri problemi di liquidità. Il segretario della Cgia, Renato Mason, sottolinea la necessità di sostenere economicamente le attività imprenditoriali: "In un momento di grave crisi economica come questo, non è il caso di fare polemiche, tanto meno di accusare chicchessia di inefficienza o scarsa sensibilità nei confronti delle nostre Pmi. Tuttavia, è necessario consentire alle aziende di ottenere la liquidità con più facilità, mettendo gli istituti di credito nelle condizioni di farlo. A parità di costi, o quasi, ma con fatturati in caduta libera, se nei prossimi due o tre mesi le piccole aziende non avranno a disposizione la liquidità necessaria per far fronte alle esigenze di ogni giorno, in autunno molte di queste non avranno la forza di rimanere aperte, con effetti occupazionali molto preoccupanti. Ricordo, ad esempio, che nelle realtà produttive con meno di 50 addetti sono occupati quasi due terzi degli addetti del settore privato". A livello territoriale le Marche, con il 17,8%, hanno registrato la più alta incidenza di domande a livello nazionale di prestito bancario presentate con l'ausilio del Fondo di garanzia sul numero di Pmi e di lavoratori autonomi ubicati in regione. Seguono l'Emilia Romagna con il 16,4, la Toscana con il 16,2 e l'Umbria con il 14,8 . Le realtà territoriali del Mezzogiorno presentano l'incidenza più bassa: la Calabria, infatti, fa segnare l'11,1, la Sicilia l'11, il Molise il 10,9, la Sardegna il 10,5 e la Campania il 10%. Fanalino di coda a livello nazionale è il Trentino alto Adige che ha fatto segnare solo il 5,1 per cento di adesioni.


 
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