VERONAFIERE SI UNISCE ALL'APPELLO DI EMECA

Fiere: Bisogna
aprire al più presto

10/06/2020 13:55

L'associazione EMECA, che rappresenta i maggiori poli fieristici europei - tra cui le italiane BolognaFiere, Fiera Milano, Italian Exhibition Group (Rimini e Vicenza) e VeronaFiere - lancia un appello sull’urgenza di riaprire le loro attività chiedendo un sostegno finanziario significativo da parte delle autorità pubbliche europee e nazionali per garantire la sopravvivenza e la ripresa economica dell'intero comparto.


Le fiere europee si impegnano a implementare in tutti gli spazi misure che soddisfino gli standard sanitari più elevati e garantiscano la sicurezza di espositori e visitatori.


Il settore fieristico europeo, leader mondiale in termini di capacità, qualità e posizione, è uno dei settori maggiormente colpiti dalla crisi del Covid-19, insieme al turismo. “Le fiere hanno un ingente impatto economico e socio-economico e sono al tempo stesso facilitatori di interazioni sociali. Nonostante il fatto che adesso siamo pronti ad ospitare eventi, garantendo allo stesso tempo la salute e la sicurezza di tutti, le persistenti misure di chiusura minacciano l'intero nostro settore” - spiega Maurits von der Sluis, Presidente di EMECA e COO di RAI Amsterdam.


Nella maggior parte dei Paesi europei tutte le esposizioni sono state vietate per sei mesi, da marzo a settembre. Come conseguenza di ciò, le perdite socio-economiche sono salite a 124,9 miliardi di euro per il primo e secondo trimestre del 2020. "Alcuni eventi sono stati riprogrammati, molti altri cancellati definitivamente. La perdita di entrate nel nostro settore è stata di circa il 40% nel primo trimestre, del 100% nel secondo trimestre ed è prevista del 60% per il terzo trimestre. Siamo stati i primi a essere costretti a chiudere e potremmo essere l'ultimo settore a riaprire. In una situazione di necessaria ripresa economica, la nostra categoria deve essere in grado di svolgere il proprio ruolo chiave. L'incertezza sta già minacciando le esposizioni programmate per l'autunno, poiché le aziende esitano a confermare la loro partecipazione”, afferma Maurits von der Sluis.


Il settore fieristico europeo necessita di assistenza e di un massiccio sostegno finanziario da parte dei governi nazionali e dell'UE, quali esenzioni da affitti, spese, sussidi, prestiti e incentivi per la futura partecipazione di espositori e di buyer. Questo supporto diventa vitale per il nostro settore in quanto, a completare la presenza dei grandi centri espositivi e degli organizzatori, l’ecosistema fieristico è composto per lo più da PMI che si occupano della costruzione di stand, spedizioni, catering, interpreti e servizi di hostess. I membri di EMECA stimano che potrebbero essere necessari almeno 2-3 anni per tornare ai livelli precedenti di attività.

La riapertura delle fiere dal 1° settembre è essenziale, tutte le misure sanitarie necessarie sono pronte per essere implementate. “I grandi quartieri fieristici europei membri di EMECA hanno già sviluppato nuove misure per ospitare eventi rivolti alle aziende e ai consumatori, in conformità con i più alti standard di salute e sicurezza. Anche le azioni indirizzate all’eliminazione delle restrizioni di viaggio, prerequisito essenziale per consentire l’attività delle fiere, devono essere coordinate con quelle degli altri Paesi UE e del mondo” - sottolinea Barbara Weizsäcker, Segretaria Generale di EMECA. “Le aziende stanno aspettando che riaprano questi loro “marketplace”, che sono spesso il principale canale di marketing, vendita o approvvigionamento per il rilancio della propria attività. Inoltre, tra gli espositori vi sono molte PMI le cui attività si basano proprio sulle manifestazioni fieristiche”.


 
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