ELEZIONI

Asse Zaia-Emiliano per
voto regionali a luglio

23/05/2020 08:31

Caos totale sulla data in cui tenere le prossime regionali: polemiche tra maggioranza e opposizione, ma scontro aperto anche all'interno del centrodestra e clamorose prese di posizione dell'asse Luca Zaia e Michele Emiliano desiderosi di andare a votare già a luglio.

Mentre l'esecutivo insiste nel dire che il suo obiettivo è arrivare a una soluzione quanto più condivisa, in Commissione Affari Costituzionali della Camera si sta lavorando a una mediazione a favore del 20 settembre, primo turno, 4 ottobre secondo.

Una soluzione avanzata da Federico Fornaro, capogruppo di Leu, e sposata dall'azzurro Paolo Sisto. In questo modo si ricadrebbe ancora in una stagione dalle temperature miti, e ci sarebbe modo di svolgere una campagna elettorale in un periodo più consueto. Le altre forze si sono riservate di pronunciarsi. Una data su cui pesa però una incognita: proprio il 20 cade la festa ebraica Hannukkah, conosciuta anche con il nome di Festa delle luci o Festa dei lumi. Ma il voto esteso al lunedì potrebbe superare questo ostacolo.

Durissimi, però, nel bocciare questa tempistica il Presidente del Veneto e quello della Puglia. Il primo, forte del successo con cui la sua amministrazione sta fermando il contagio, spinge per andare alle urne all'inizio dell'estate, appena possibile dopo la prevista riapertura della piena mobilità. "Non votare a luglio - attacca il governatore leghista - è una sospensione della democrazia, è la verità". Anche il dem Michele Emiliano morde il freno, arrivando addirittura ad appellarsi al Colle: "L'unica cosa che non stanno riattivando - afferma a Repubblica - è la democrazia e non ne comprendo la ragione visto che la Costituzione non prevede la sospensione delle elezioni. Bisognerebbe votare a luglio e non spostare la data in autunno correndo il rischio di avere dati epidemiologici peggiori. Credo sia opportuno un intervento del presidente della Repubblica, custode della Costituzione". Nettamente contraria alla soluzione di luglio, però, Forza Italia. Secondo il coordinatore enti locali azzurro, Maurizio Gasparri, non è possibile votare come suggerito dal governo il 13 settembre, figuriamoci prima. "Non si possono presentare le liste tra fine luglio e ferragosto, uccidendo la campagna elettorale e relegandola a qualche giorno dell'inizio di settembre", osserva.

Ad aumentare la confusione e l'incertezza anche lo scontro sull'ipotesi di organizzare l'election day, ovvero accorpare in un solo giorno il voto amministrativo e quello del referendum sul taglio dei parlamentari. Una soluzione prospettata dal governo e auspicata dal comitato tecnico scientifico come misura per ridurre i contagi, ma oggi duramente osteggiata dal Comitato per il no e dai Radicali. Secondo Alfiero Grandi, vicepresidente del Comitato per il no, il governo deve evitare "forzature". "Le Regionali e il rinnovo delle Amministrazioni comunali non possono coincidere con il voto sul referendum costituzionale: i temi sarebbero troppo diversi, costituzionali e locali".

COMITATO TECNICO SCIENTIFICO

"Il Comitato tecnico scientifico indica, quale scelta più plausibile tra le diverse opzioni rappresentate dai ministri, l'effettuazione delle consultazioni elettorali all'inizio del mese di settembre, eventualmente su due giornate di voto", in modo da "evitare picchi di affluenza".

E' quanto si legge nel parere dato dal Cts al governo, che l'ANSA ha potuto visionare, in vista della decisione sulla data delle elezioni. Gli scienziati consigliano di convocare anche i ballottaggi "comunque entro il mese di settembre".


 
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