DAVANTI ALL'INPS A VERONA

Protesta dei lavoratori
dello spettacolo

22/05/2020 18:08

Si sono presentati davanti all’Inps con il caschetto, molti vestiti di scuro, come richiede il loro lavoro. Anche se il loro lavoro, adesso, non c’è. Anche se l’unico palcoscenico su cui possono salire è quello di una protesta. Davanti all’Inps. Sono lavoratori dello spettacolo, macchinisti, attrezzisti, tecnici delle luci, fonici. Lavoratori intermittenti, precari. Alcuni stagionali (GUARDA SERVIZIO TV).

Molti di loro non hanno ricevuto il bonus da seicento euro, e non sanno perché. “L’idea che ci siamo fatti è che lo abbiano assegnato come un roulette”, dice uno di loro.

“Abbiamo sempre lavorato per passione – spiega un altro – e adesso ci rendiamo conto che lo Stato non sa nemmeno della nostra esistenza. Lo spettacolo è fatto di persone come noi, praticamente tutte freelance, con contratti a chiamata, non tutelate in nessun modo”.

E, dicono, c’è di più. Perché il bonus, quello che ha ricevuto appena il trenta per cento di loro, non arriverà più dopo il 15 di giugno. Perché il quindici di giugno, secondo il decreto, i teatri potranno riaprire. Ma così non sarà.

“Tutte le grandi produzioni sono state cancellate - dice uno di loro, nel mondo dello spettacolo da trent’anni – che senso ha dirci che possiamo lavorare. Dove?”


 

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