LE PAROLE DI BAULI

Coronavirus, ecco i dati
della crisi a Verona

12/05/2020 16:20

Nel primo trimestre del 2020 la variazione della produzione industriale veronese ha registrato una flessione del 3,41%, in un contesto nazionale che registra un calo ancora più ampio (-5,4%). In linea con l’andamento economico nazionale, Verona risente dell’impatto dell’emergenza coronavirus che si è manifestata nel nostro Paese a partire da fine febbraio.

Le prospettive sono in forte peggioramento. Per il secondo trimestre la caduta dell’attività potrebbe raggiungere il -19,86%. “Questi numeri non ci sorprendono - ha detto il presidente di Confindustria Verona, Michele Bauli -, le misure restrittive legittimamente introdotte per contenere la diffusione dell’epidemia hanno portato alla chiusura di circa il 60% delle imprese e gli effetti li stiamo registrando adesso”.

“Dai numeri si coglie però - ha aggiunto - anche come il nostro tessuto economico sia molto variegato. Per più della metà delle imprese la capacità produttiva rimane normale o soddisfacente e sempre più della metà delle imprese ha ordini che consentono un’attività a medio e lungo termine”.

Bauli si è detto “soprattutto preoccupato dalle previsioni per il prossimo trimestre, che è stato il periodo con i maggiori giorni di chiusura delle imprese. Il -19,86% della produzione industriale veronese, non solo sarebbe il dato peggiore dal primo trimestre 2009, quando eravamo arrivati a toccare il -12,3% congiunturale, ma si tratterebbe dell’arretramento peggiore di sempre”. Tiene al momento l’occupazione con delle prospettive in peggioramento che potrebbero portare a una riduzione del -1,13% nel secondo trimestre. Il contesto nazionale e internazionale si riflette sui dati delle vendite con tutti i mercati che segnano valori negativi.

Le vendite sul mercato domestico registrano un calo pari a -3,05%, quelle europee hanno la flessione maggiore -3,84% mentre quelle extra-UE si fermano al -1,87%. In discesa gli ordini (- 6,03%) che assicurano comunque ad oltre la metà delle aziende (65%) prospettive di lavoro a medio e lungo termine. Negative anche le performance del terziario con il 63% delle imprese dei servizi che registra una diminuzione del fatturato.


 
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