L’EX MINISTRO AL TEATRO STIMATE

Calenda a Verona
chiude a Renzi

22/02/2020 18:21

L’ex ministro dello Sviluppo Economico nei governi Renzi e Gentiloni è stato accolto al teatro Stimate da Federico Vantini, Tommaso Ferrari di Traguardi e da Marco Vallner, coordinatore veronese di Azione, il partito fondato a fine agosto da Calenda che per le prossime elezioni regionali non ha escluso un’apertura ad Arturo Lorenzoni, candidato civico ufficiale del centro sinistra, Pd compreso: “Abbiamo parlato ieri sera a Padova e ne ho ricavato una buona impressione. Noi abbiamo una forte spinta dei nostri gruppo a correre da soli, per cui ci stiamo riflettendo. Devo dire che però ho avuto un’ottima impresisone del candidato”.

Invece nessun rapporto con il mondo renziano: “Noi con il mondo renziano non abbiamo rapporti a livello di politica nazionale. Questo per due motivi: il primo è che Renzi sostiene questo governo, il secondo che non condivido il modo di procedere: il fatto di sostenere un governo, farlo nascere e poi contestarlo la mattina, il pomeriggio, la sera non è un modo serio. Azione nasce da un’ atto di serietà e coerenza, e fa della serietà e della coerenza la sua ragione d’essere. Quindi noi non possiamo trovarci in sintonia con Italia Viva".

E da ex ministro e da economista sono forti le preoccupazioni per la situazione del paese, le stime del governo di una crescita dello 0,6% del Pil secondo Calenda sono irrealizzabili e si prevede addirittura una fase recessione, con il segno negativo per il Paese, sul quale si abbattono anche le conseguenze del coronavirus che sta penalizzando fortemente il turismo: “ C’è da essere preoccupati per la situazione sanitaria. Siamo in una regione colpita in modo durissimo: la salute, in particolare quando c’è un lutto, viene prima dell’economia e di qualsiasi altra cosa”.

“L’economia - ha proseguito il leader di Azione - sta andando molto male, un calo dello 0,1% del Pil probabilmente è la previsione più ottimistica. L’Italia potrà chiudere l’anno anche a -1%, se il quadro generale continuerà a peggiorare. E devo dire che sono molto deluso dall’azione del governo che ha smontato Impresa 4.0 che invece serviva a dare uno stimolo agli investimenti e che sul fronte della crescita non sta facendo davvero nulla, tranne che complicare le crisi aziendali fino a renderle impossibili. Oggi leggiamo l’assurdo: ci sarebbe un nuovo accordo, Mittal che doveva dare 4,2 miliardi tra investimenti e prezzo, cui invece dovremo dare un miliardo. Siamo alla follia”.

Tornando al Veneto e alle prossime elezioni regionali, il leader di Azione ha criticato l’attuale governatore Zaia, che lascerebbe Verona ai margini del Veneto: “Non ci devono essere figli e figliastri”.


 
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