LE PAROLE DI ALESSIA ROTTA

Rotta: Segre-Almirante,
vergognoso doppio gioco

21/01/2020 18:22

"Con la proposta di dedicare una strada a Giorgio Almirante, firmatario del manifesto della razza del 1938, e contestualmente la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, sopravvissuta a un campo di sterminio nazista, si raggiunge il culmine del più vergognoso doppiogiochismo". E' l'accusa che la vicepresidente dei deputati Pd, Alessia Rotta, rivolge al Comune di Verona e al sindaco Federico Sboarina, intervendo sulla concomitanza che ha visto nello stesso giorno, il 16 gennaio, il voto favorevole alla cittadinanza a Liliana Segre, e la pubblicazione sull'albo comunale dell'intitolazione di una via ad Almirante.

"La giunta del sindaco Sboarina ha superato ogni limite - aggiunge - e meriterebbe il premio di comune più opportunista d'Italia.

"Altro che 'un colpo al cerchio e uno alla botte'. Nel nostro caso torto e ragione sono ben definiti - conclude Rotta - Il Comune di Verona si macchia di una responsabilità grave: un meschino calcolo politico, un comportamento interessato che ferisce una città medaglia d'oro della Resistenza. Al sindaco, alla giunta chiedo di ripensarci, di non dedicare una strada ad Almirante per la dignità e il prestigio di una città democratica e antifascista".


 
  • Nessuna Resa!

    il 22/01/2020 alle 22:35 “Vergogna?!”
    Sì ma di essere “rappresentati” al governo “democraticamente” non eletto dal popolo, da persone come l’ex giornalista di Tele Arena Rotta, che si distingue per “imparzialità e pacatezza”! Si metta pure il cuore in pace la signora, a Verona sarà sempre in “minoranza” e nonostante gli sforzi suoi e dei suoi colleghi di partito per infangare la (sua) città, VERONA ha le spalle forti e tira dritto, anzi a destra! Rosicate, rosicate paladini della democrazia e se non vi sta bene siete sempre liberi, democraticamente parlando si intende, a togliere il disturbo e trasferirvi da qualche altra parte, sicuramente nessuno sentirà la vostra mancanza.
     
  • Federico Dal Cortivo

    il 21/01/2020 alle 19:06 “Una Via Al Popolo Palestinese Cittadino Onorario Di Verona”
    Una Via al Popolo palestinese cittadino onorario di Verona Orbene la senatrice Segre non vuole che s’intitoli una via a Giorgio Almirante ?Che non sappiamo di quali crimini si sia mai macchiato essendo stato per decenni parlamentare della Repubblica. Tagliamo la testa al toro allora,intitoliamo una via all al Popolo palestinese ed a uno dei suoi capi storici Yasser Arafat ,uomo di pace e patriota della causa nazionale palestinese.Credo che la senatrice, che ci tiene molto ad accreditarsi come donna di pace, sarà perfettamente d’accordo, come sarà perfettamente d’accordo ad un gemellaggio di Verona con Gaza, idem il cosigliere Bertucco ,Gaza dove quotidianamente il popolo palestinese subisce il martirio ad opera delle forze d’occupazione israeliane. Come si è data la cittadinanza alla Segre non vedo perché non possa essere fatto altrettanto con un esponente palestinese vittima con il suo popolo di un olocausto in piena regola costante e sottaciuto. Vorrei ricordare brevemente alla senatrice uno dei tanti episodi che si sono consumati e si consumano tutt’ora nel Vicino Oriente nell’indifferenza della politica tutta: “A Gaza nell’offensiva israeliana dal 27 dicembre 2008 al 18 gennaio 2009 si consumò il massacro indiscriminato di civili palestinesi ad opera di Tsahal, le forze di difesa israeliane, con cannoneggiamenti, incursioni di mezzi corazzati e bombardanti aerei, accompagnati da esecuzioni in piena regola di militanti politici e civili inermi ,che si erano arresi. In pochi giorni migliaia di tonnellate di esplosivo furono riversate su una striscia di terra di 378 Km quadrati e abitata da 1,5 milioni di persone; un gulag dove far morire un popolo.Bilancio 1230 morti di cui 410 bambini , 5300 feriti e 80 mila sfollati. Il muro del silenzio innalzato attorno a Gaza ha cercato di tenere celati il più possibile i crimini di guerra che sono stati compiuti,ma le notizie e la conferma che armi non convenzionali e proibite erano state ampiamente utilizzate sono trapelate lo stesso, anche grazie al coraggio dei medici accorsi per curare i feriti. Fosforo bianco (WP), bombe a implosione e bunker-buster, bombe a grappolo, gas lacrimogeni potenziati e le micidiali bombe DIME, già impiegate in Libano nel 2006, senza contare il probabile utilizzo di proiettili all’uranio impoverito. Le bombe DIME (Low Collateral Damage o Less Lethal Weapons),sono bombe di nuova concezione, dotate anche di Gps, atte a non danneggiare l’ambiente circostante, come la bomba al neutrone, con massimi danni alle persone, ma infrastrutture quasi intatte. Un rivestimento esterno in polimero di carbonio, più economico e leggero del metallo, che si disintegra durante lo scoppio; al suo interno tungsteno polverizzato e mescolato con esplosivo. Il tungsteno, che è molto resistente alle alte temperature, non si scioglie durante lo scoppio, ma è proiettato in innumerevoli microschegge che spazzano tutto quello che incontrano di umano nel raggio di pochi metri (un raggio minimo di 4 metri fino a un massimo di 10m.): le persone sono fatte a pezzi e le amputazioni sono nette, come un taglio chirurgico. A maggior distanza, invece, la letalità di quest’arma è data dalle sue nanoparticelle in tungsteno, che penetrano nella pelle attraverso piccole ferite, ma qui l’azione combinata del carbonio del rivestimento e del metallo incandescente fa sì che esse arrivino fino alle ossa causando la morte dei tessuti, con danni gravi agli organi. Un’arma concepita per un tipico impiego in centri abitati. I medici che curarono i primi feriti dalla nuova arma restarono scioccati per il tipo di ferite e le amputazioni provocate. Il New Weapons Research Committee ha denunciato all’opinione pubblica l’uso di quest’ arma , come testimoniato dalla Dott.ssa Paola Manduca e da Mads Gilbert, medico norvegese dell’organizzazione Norwac.” Ora la parola spetta alla politica. Federico Dal Cortivo