PARLA LA SENATRICE A VITA DOPO LA CITTADINANZA ONORARIA

Segre: Io o Almirante,
Verona deve scegliere

21/01/2020 16:45

Il consiglio comunale di Verona ha deciso di dare la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta al campo di sterminio nazista di Auschwitz. Nello stesso giorno compariva una delibera della giunta con la quale si decideva di intitolare una strada cittadina a Giorgio Almirante, il fondatore del Movimento sociale italiano.

Liliana Segre, si legge su Repubblica.it ha commentato così la vicenda: "Una via Almirante a Verona? Oh, povera strada! Mi chiedo se sia lo stesso Comune. Le due scelte sono di fatto incompatibili, per storia, per etica e per logica. La città di Verona, democraticamente, faccia una scelta e decida ciò che vuole, ma non può fare due scelte che sono antitetiche l'una all'altra. Questo no, non è possibile!".

Liliana Segre, su AdnKronos, ha poi aggiunto: "Quando ero bambina, a Milano, mi ricordo di Corso del Littorio che poi dopo la Liberazione divenne Corso Matteotti. Le vie sono sempre quelle, i loro nomi cambiano a seconda delle stagioni: ma non credevo proprio che questa fosse la stagione di Giorgio Almirante, pensavo o mi illudevo che fosse passata... un conto è intitolare strade a Moro o a Nenni, a Berlinguer o a La Malfa, un altro conto è intitolarla ad Almirante che ha una storia diversa, anzi ben diversa, visto che fu tra i sostenitori del Manifesto della Razza per il quale noi ebrei non eravamo italiani. Credevo che quel tempo non ci fosse più in Italia, ora apprendo che purtroppo c'è ancora".

Intanto l'associazione veronese "La città che sale", ha consegnato una lettera aperta al prefetto per chiedergli di non autorizzare la delibera sulla via per Almirante, in base a una legge del 1911 che sull'intitolazione delle vie lascia l'ultima parola al rappresentante del governo.


 

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  • Federico

    il 21/01/2020 alle 20:43 “Proposta”
    Io proporrei via intitolata così: “via della fine delle ideologie fasciocomuniste e della rinascita del pensiero liberale così come espresso da Voltaire”
     
  • Federico Dal Cortivo

    il 21/01/2020 alle 19:04 “Una Via Al Popolo Palestinese Cittadino Onorario Di Verona”
    Una Via al Popolo palestinese cittadino onorario di Verona Orbene la senatrice Segre non vuole che s’intitoli una via a Giorgio Almirante ?Che non sappiamo di quali crimini si sia mai macchiato essendo stato per decenni parlamentare della Repubblica. Tagliamo la testa al toro allora,intitoliamo una via all al Popolo palestinese ed a uno dei suoi capi storici Yasser Arafat ,uomo di pace e patriota della causa nazionale palestinese.Credo che la senatrice, che ci tiene molto ad accreditarsi come donna di pace, sarà perfettamente d’accordo, come sarà perfettamente d’accordo ad un gemellaggio di Verona con Gaza, idem il cosigliere Bertucco ,Gaza dove quotidianamente il popolo palestinese subisce il martirio ad opera delle forze d’occupazione israeliane. Come si è data la cittadinanza alla Segre non vedo perché non possa essere fatto altrettanto con un esponente palestinese vittima con il suo popolo di un olocausto in piena regola costante e sottaciuto. Vorrei ricordare brevemente alla senatrice uno dei tanti episodi che si sono consumati e si consumano tutt’ora nel Vicino Oriente nell’indifferenza della politica tutta: “A Gaza nell’offensiva israeliana dal 27 dicembre 2008 al 18 gennaio 2009 si consumò il massacro indiscriminato di civili palestinesi ad opera di Tsahal, le forze di difesa israeliane, con cannoneggiamenti, incursioni di mezzi corazzati e bombardanti aerei, accompagnati da esecuzioni in piena regola di militanti politici e civili inermi ,che si erano arresi. In pochi giorni migliaia di tonnellate di esplosivo furono riversate su una striscia di terra di 378 Km quadrati e abitata da 1,5 milioni di persone; un gulag dove far morire un popolo.Bilancio 1230 morti di cui 410 bambini , 5300 feriti e 80 mila sfollati. Il muro del silenzio innalzato attorno a Gaza ha cercato di tenere celati il più possibile i crimini di guerra che sono stati compiuti,ma le notizie e la conferma che armi non convenzionali e proibite erano state ampiamente utilizzate sono trapelate lo stesso, anche grazie al coraggio dei medici accorsi per curare i feriti. Fosforo bianco (WP), bombe a implosione e bunker-buster, bombe a grappolo, gas lacrimogeni potenziati e le micidiali bombe DIME, già impiegate in Libano nel 2006, senza contare il probabile utilizzo di proiettili all’uranio impoverito. Le bombe DIME (Low Collateral Damage o Less Lethal Weapons),sono bombe di nuova concezione, dotate anche di Gps, atte a non danneggiare l’ambiente circostante, come la bomba al neutrone, con massimi danni alle persone, ma infrastrutture quasi intatte. Un rivestimento esterno in polimero di carbonio, più economico e leggero del metallo, che si disintegra durante lo scoppio; al suo interno tungsteno polverizzato e mescolato con esplosivo. Il tungsteno, che è molto resistente alle alte temperature, non si scioglie durante lo scoppio, ma è proiettato in innumerevoli microschegge che spazzano tutto quello che incontrano di umano nel raggio di pochi metri (un raggio minimo di 4 metri fino a un massimo di 10m.): le persone sono fatte a pezzi e le amputazioni sono nette, come un taglio chirurgico. A maggior distanza, invece, la letalità di quest’arma è data dalle sue nanoparticelle in tungsteno, che penetrano nella pelle attraverso piccole ferite, ma qui l’azione combinata del carbonio del rivestimento e del metallo incandescente fa sì che esse arrivino fino alle ossa causando la morte dei tessuti, con danni gravi agli organi. Un’arma concepita per un tipico impiego in centri abitati. I medici che curarono i primi feriti dalla nuova arma restarono scioccati per il tipo di ferite e le amputazioni provocate. Il New Weapons Research Committee ha denunciato all’opinione pubblica l’uso di quest’ arma , come testimoniato dalla Dott.ssa Paola Manduca e da Mads Gilbert, medico norvegese dell’organizzazione Norwac.” Ora la parola spetta alla politica. Federico Dal Cortivo