AL TEATRO NUOVO

Silvio Orlando a Verona
con la Solitudine

13/01/2020 09:51

Martedì 14 gennaio alle 20.45 al Nuovo, quarto appuntamento con la rassegna "Il Grande Teatro". In programma "Si nota all’imbrunire (solitudine da paese spopolato)" di Lucia Calamaro con la regia della stessa Calamaro. Ne è protagonista Silvio Orlando che torna a Verona dopo aver interpretato, con grande successo in una precedente edizione del Grande Teatro, La scuola di Domenico Starnone e ruoli soprattutto shakespeariani al Teatro Romano: Calibano nella Tempesta, Polonio nell’Amleto e Shylock nel Mercante di Venezia.

Si nota all’imbrunire vede in scena anche Vincenzo Nemolato, Roberto Nobile, Alice Redini e Laura Rondanini. Le scene sono di Roberto Crea, i costumi di Ornella e Marina Campanale, le luci di Umile Vainieri.

Nata a Roma nel 1970 e formatasi a Parigi con Jacques Lecoq, Lucia Calamaro è autrice di diverse opere teatrali tra cui L’origine del mondo. Ritratto di un interno che nel 2012 ha vinto tre premi Ubu. «Questo spettacolo – dice Lucia Calamaro – trova le sue radici in una piaga, una maledizione, una patologia specifica del nostro tempo che io, personalmente, ho conosciuto anche troppo. La socio-psicologia le ha dato un nome: solitudine sociale. A mettere in luce i rischi di questa patologia sono stati due studi presentati al 125° incontro annuale dell’American Psychological Association. Essere isolati dalla società è un male oscuro e insidioso. La preoccupazione insorge ancora di più se si pensa che questo tipo di “solitudine estrema” si sta espandendo e continuerà a crescere nei prossimi anni tanto che la Francia ha istituito la “giornata della solitudine“ e l’Inghilterra ha addirittura creato un ministero della solitudine. Secondo gli esperti potremmo trovarci alle prese, e non solo nei paesi più ricchi, con un’epidemia di solitudine, diffusa oramai anche tra i giovani. Silvio Orlando è – prosegue la drammaturga e regista – un attore unico. Capace di scatenare le empatie di ogni spettatore e di suscitare, con le sue corde squisitamente tragicomiche, emozioni e azioni nel suo pubblico. Insieme ci piace pensare che gli spettatori, grazie a un potenziale smottamento dell’animo dovuto speriamo a questo spettacolo, magari la sera stessa all’uscita, o magari l’indomani, chiameranno di nuovo quel padre, quella madre, quel fratello, quel lontano parente o amico ormai isolatosi e lo andranno a trovare, per farlo uscire di casa. O per fargli solamente un po’ di compagnia».


 
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