L’ALTRO TEATRO AL CAMPLOY

Dialogo impossibile tra
David Bowie e Paolo Poli

12/01/2020 11:30

Giovedì 23 gennaio alle ore 20.45 al Teatro Camploy con il geniale ed esilarante “Santa Rita & the spiders from Mars”, di Marco Cavalcoli, prosegue la nuova edizione di L’Altro Teatro, la rassegna del Comune di Verona – Assessorato alla Cultura, realizzata assieme al Circuito Multidisciplinare Arteven, dedicata ai linguaggi e ai temi del contemporaneo.

Marco Cavalcoli, l'istrionico attore teatrale emiliano accompagna il pubblico in maniera carismatica e irresistibile attraverso una rilettura di testi di David Bowie e Paolo Poli. Con originale abilità interpretativa da funambolo della parola e della mimica, solo sul palco, in giacca e cravatta, riceve in cuffia le loro voci restituendone la presenza vibratile. In eterodirezione riesce a rappresentare più personalità nel dialogo che ingaggia tra i lavori dei due grandi artisti lasciando lo spettatore magicamente sorpreso e coinvolto in un reading camaleontico ed esilarante.

Scritto e diretto dallo stesso Cavalcoli, 'Santa Rita and the spiders from Mars' è un'intervista doppia, impossibile, tra due personalità multiformi e cangianti, apparentemente lontanissime ma in realtà profondamente affini. L'evocazione parte dalla prima apparizione televisiva di Bowie per proseguire con magistrali botta e risposta e montaggi di interviste storiche degli anni ’70, come quella con Dick Cavett e con Russell Harty, e finalmente giungere a Cavalcoli che legge gli aggettivi del dizionario dalla A alla Z perfettamente calzanti a entrambi gli artisti.

La messinscena scarna si contrappone alla manifestazione di energia dove la potenzialità dell'idea si libera con armonia pulita ed elegante. La voce è il punto fermo di Cavalcoli che permette all'attore di esserci, come dice egli stesso, non tanto fisicamente quanto mentalmente, esplicitando così sulla scena il suo pensiero filosofico. Il reading essenziale e statico, nella voce e nelle mani di Cavalcoli che combina e sovrappone le personalità multiple di Poli e Bowie, diventa tanto coinvolgente da far rivivere sul palco i due trasformisti, arguti, sarcastici e provocatori, ma sempre signori del palcoscenico, grazie ad un'inattesa e quanto incredibile alchimia di identità. L'immaginazione è nutrita anche dal testo, che con precisione chirurgica è costruito asciutto, lineare e con un rigoroso taglio sartoriale tessuto di parole, dichiarazioni, canzoni e cavalli di battaglia degli stessi Bowie e Poli e alcune perle sconosciute ai più come, ad esempio, Bowie nelle vesti di narratore in Pierino e il lupo di Prokof’ev.

Rodolfo di Giammarco, critico e giornalista che ha proposto a Cavalcoli l'idea, dice “Ho pensato a Poli e a Bowie, ai trentadue denti brillanti che hanno sempre sorriso sulle bocche di questi due che, poi, sono morti precisamente uno a distanza di un anno dall’altro. Ecco, questi due se ne sono fregati: dei geni, dei pubblici. E hanno fatto tantissima cultura. Due talenti del teatro musicale o della musica teatrale come Paolo Poli e David Bowie, si prestano, anche a distanza, ad essere visitati attraverso una lettura binaria di alcuni dei loro testi. E Marco Cavalcoli è il decrittatore, la voce multi-identitaria, il potenziale doppio che unisce i Poli, i Bowie”.


 
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