FEDELI D'AMORE

Di Dante e del senso
dello stare al mondo

04/12/2019 17:32

Non solo “The Cal”, al Teatro Nuovo martedì sera un’altra serata-evento, con uno spettacolo intitolato “Fedeli d’amore” (GUARDA IL SERVIZIO). Sette quadri, su Dante Alighieri, il suo tempo e il nostro presente. In scena Ermanna Montanari, con voci diverse: la nebbia di un’alba del 1321, il demone della fossa dove sono puniti i mercanti di morte, un asino che ha trasportato il poeta nel suo ultimo viaggio, il diavoletto che scatena le risse attorno al denaro, l’Italia che scalcia se stessa, Antonia figlia dell’Alighieri, e “una fine che non è una fine”.

Queste voci ci parlano del Dante profugo, del poeta, fuggito dalla sua città che lo ha condannato al rogo e ora sul letto di morte, in esilio a Ravenna, in preda alla febbre malarica. Sono voci sospese tra il Trecento e l’oggi; la scrittura di Marco Martinelli, drammaturgo e regista, accetta la sfida dantesca di tenere insieme realtà politica e realtà metafisica, cronaca e spiritualità.

Testo e voce, parola e immagine e silenzio prendono per mano lo spettatore e lo guidano in un viaggio perturbante e necessario, quello che lo mette di fronte alle responsabilità dello stare al mondo.


 

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