AL TEATRO FILARMONICO

Concerto sinfonico
con l'enfant prodige

27/11/2019 11:40

Venerdì 29 novembre alle 20 l’Orchestra dell’Arena diretta dal maestro Michelangelo Mazza, esordiente a Verona, è protagonista del terzo concerto del Viaggio in Italia. In programma capolavori dei grandi compositori italiani vissuti tra Settecento e Ottocento, esperti e prolifici tanto del melodramma quanto nella musica sinfonica. Apre il concerto l’Ouverture del Guglielmo Tell di Rossini, seguita dal virtuosistico primo concerto per violino di Paganini, affidato all’enfant prodige Giovanni Andrea Zanon e dalla Sinfonia in re maggiore di Cherubini. Replica: sabato 30 novembre, ore 17.

Dopo quattordici anni come primo violino presso il Teatro Regio di Parma, accanto alla carriera solistica, da oltre un lustro il maestro Michelangelo Mazza frequenta il podio di prestigiosi teatri nel Vecchio Mondo e nel Nuovo, in diversi repertori ma con particolare amore per l’opera e i suoi massimi interpreti di oggi. Il suo esordio a Verona avviene con un programma sinfonico che però affonda le proprie radici nella grande tradizione italiana del melodramma. Con l’Orchestra della Fondazione Arena di Verona propone infatti due ouverture di compositori nati nel Settecento ma attivi soprattutto come operisti nell’Ottocento: il primo di essi è Gioachino Rossini (1792-1868) con l’ultima Ouverture d’opera, di fortuna parigina e mondiale, quella celeberrima per il Guillaume Tell, più noto nella sua traduzione italiana di Guglielmo Tell (1829). Il secondo è Luigi Cherubini (1760-1842) con la sua Sinfonia in re maggiore, unicum orchestrale nella lunga carriera del compositore fiorentino di natali e francese d’adozione. Scritta nel 1824 per la Royal Philharmonic Society di Londra, l’ampia composizione articolata nei classici quattro movimenti ebbe una discreta fortuna nell’Ottocento e fu apprezzata per la ricca invenzione melodica anche da Robert Schumann, sebbene la sua fortuna venisse poi schiacciata dal confronto con Haydn e soprattutto col coevo Beethoven.

La parte centrale del programma è dedicata però al compositore per violino per antonomasia, il virtuoso Niccolò Paganini. Nato a Genova nel 1782, conquistò pubblico e corti regali di tutta Europa grazie alla tecnica rivoluzionaria, esplorando le sonorità del proprio strumento d’elezione in modo tale da procurargli la spettrale leggenda di un patto tra il genio e il diavolo. Anche per Paganini, interprete delle proprie irripetibili creazioni, Parigi fu città importante soprattutto negli ultimi anni, fino alla morte nel 1840. Il suo Concerto per violino in re maggiore, scritto intorno al 1817, è il primo di sei lavori analoghi, diviso nei canonici tre tempi, fecondo di melodie orecchiabili e virtuosismi vertiginosi che molto devono alla struttura delle ouverture operistiche e alla cantabilità del melodramma italiano in generale. Solista d’eccezione è il giovanissimo Giovanni Andrea Zanon, classe 1998 e già da anni tra i massimi interpreti di oggi, acclamato sin dal suo precoce esordio all’Arena di Verona e al Teatro Filarmonico, dove fa il suo atteso ritorno per la rassegna autunnale.


 
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