IL GRANDE TEATRO AL NUOVO

Preziosi svela il
mistero di Van Gogh

18/11/2019 10:21

Martedì 19 novembre alle 20.45 al Nuovo, secondo appuntamento con la rassegna "Il Grande Teatro". In programma "Vincent Van Gogh - L’odore assordante del bianco" di Stefano Massini con la regia di Alessandro Maggi, protagonista Alessandro Preziosi.

Con lo speciale fascino che sa dare il teatro, Preziosi ci svela il “mistero Van Gogh” attraverso la sinestesia dell’ “odore assordante del bianco” che accosta olfatto, udito e vista.

È il 1889 e l’unico desiderio di Vincent è uscire dalle austere mura del manicomio di Saint Paul de Manson. La sua prima speranza è riposta nell’inaspettata visita del fratello Theo che ha dovuto prendere quattro treni e persino un carretto per andarlo a trovare… Come può vivere un grande pittore in un luogo dove non c’è altro colore che il bianco? Attraverso l’imprevedibile metafora del temporaneo isolamento di Vincent Van Gogh in manicomio, lo spettacolo è una sorta di thriller psicologico attorno al tema della creatività artistica. Il serrato dialogo tra Van Gogh e suo fratello Theo, propone un oggettivo grandangolo sulla vicenda umana dell’artista e ne rivela gli aspetti più reconditi.

«Van Gogh – dice il regista Alessandro Maggi – è nella stanza di un manicomio che ci appare nella devastante neutralità di un vuoto. E dunque, è nel dato di fatto che si rivela e si indaga la sua disperazione. Il suo ragionato tentativo di sfuggire all’immutabilità del tempo, all’assenza di colore alla quale è costretto, a quell’irrimediabile strepito perenne di cui è vittima cosciente, all’interno come all’esterno del granitico “castello bianco” e soprattutto al costante dubbio sull’esatta collocazione e consistenza della realtà. La tangente che segue la messinscena resta dunque sospesa tra il senso del reale e il suo esatto opposto. In una spaccatura in cui domina la sola logica della sinestesia, nella quale ogni senso è plausibilmente contenitore di sensi altri, modulandone infinite variabili, Van Gogh è significante e significato di sé stesso. Lo scarto emotivo che subisce e da cui è irrimediabilmente dipendente, rappresenta causa ed effetto della sua stessa creazione artistica, non più dissociata dalla singolarità della sua esistenza e lo obbliga a percorrere un sentiero isolato in cui il solo punto fermo resta la plausibilità di un’infinita serie di universi possibili nei quali – conclude Maggi – ogni tangibilità può rappresentare il contrario di ciò che è».


 
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