I DATI DELLA CGIA DI MESTRE

Famiglie venete, consumi
tagliati per 784 milioni

09/11/2019 17:18

Rispetto al 2007 (anno pre-crisi) le famiglie venete hanno “tagliato” i consumi per un importo pari a 784,3 milioni di euro. A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA. A livello nazionale le situazioni più negative in termini assoluti medi si sono verificate in Umbria (- 443 euro al mese), in Veneto (-378 euro) e in Sardegna (-324 euro). In contro tendenza, invece, i risultati ottenuti in Liguria (+333 euro al mese), in Valle d’Aosta (+188 euro) e in Basilicata (+133 euro).

La situazione di difficoltà è proseguita anche nell’ultimo anno, in particolar modo al Nord: in Lombardia, in Trentino Alto Adige, in Emilia Romagna, in Piemonte, in Veneto e in Friuli Venezia Giulia la spesa mensile media delle famiglie nel 2018 è stata inferiore a quella relativa al 2017.

In Veneto in particolar modo, tra il 2018 e il 2017 la spesa media per famiglia è scesa di 52 euro mensili pari ad una contrazione percentuale dell’1,9.

“I piccoli negozi e le botteghe artigiane faticano a lasciarsi alle spalle la crisi. Queste imprese vivono quasi esclusivamente dei consumi delle famiglie che hanno ridotto e modificato profondamente le modalità di spesa. Come nel resto d’Italia, anche nel Veneto si predilige sempre più fare gli acquisti presso la grande distribuzione organizzata e sempre meno nei negozi di vicinato. Questo dà luogo a effetti negativi sia dal punto di vista economico sia sociale. Con tanti negozi vuoti con le saracinesche abbassate abbiamo meno posti di lavoro, ma anche più degrado, abbandono e insicurezza nelle zone interessate da queste chiusure”.

Sottolinea il Segretario della CGIA Renato Mason: “Sebbene la manovra 2020 abbia scongiurato l’aumento dell’Iva e dal prossimo luglio i lavoratori dipendenti a basso reddito beneficeranno del taglio del cuneo fiscale, il peso del fisco continua essere troppo elevato. L’ aumento della disoccupazione registrato con la crisi economica sta condizionando negativamente i consumi. Inoltre, come dimostrano i dati relativi all’artigianato e al piccolo commercio, è diventato sempre più difficile fare impresa, anche perché il peso della burocrazia e la difficoltà di accedere al credito hanno costretto molti piccolissimi imprenditori a gettare definitivamente la spugna”.

Dalla CGIA, infine, segnalano che in Veneto, anche a seguito di questa forte diminuzione dei consumi delle famiglie, la platea delle imprese artigiane e del piccolo commercio è scesa di numero. Tra il settembre 2009 e lo stesso mese di quest’anno le aziende/botteghe artigiane attive sono diminuite di 17.797 unità (-12,4 per cento), mentre lo stock dei piccoli negozi è sceso di quasi 2.680 unità (-5,6 per cento). Complessivamente, pertanto, abbiamo perso quasi 20.500 negozi di vicinato in 10 anni.


 
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