CALA TITOLO IN BORSA

Autunno caldo in
vista per Cattolica

06/11/2019 09:53

'Autunno caldo' in vista per Cattolica, alle prese con le spinte di una parte dei soci per una revisione della governance che metterebbe in discussione il lungo regno del presidente Paolo Bedoni. Una battaglia che si consumerà su un terreno reso ancora più conflittuale dal ritiro delle deleghe all'ad Alberto Minali, reo di voler imprimere un'accelerazione alla trasformazione in spa della cooperativa, che ha trovato un argine proprio in Bedoni. L'imprenditore Luigi Frascino e l'avvocato Giuseppe Lovati Cottini hanno comprato una pagina sul giornale per presentare una serie di modifiche statutarie, definite "regole di buon governo": più spazio alle donne e alle minoranze in cda, requisiti professionali e di indipendenza più stringenti nel board, ruolo non esecutivo del presidente, maggiore trasparenza sui compensi. Ma anche l'introduzione di un limite di mandati che avrebbe l'effetto di pensionare Bedoni, in consiglio dal 1999. Dietro la "sorprendente decisione" di revocare le deleghe a un manager "dalle indiscusse capacità professionali", scrivono, "vi sarebbero significative divergenze di valutazioni sulla governance della compagnia o, meglio, sulla necessità o meno di una sua evoluzione". "In questo contesto siamo fermamente convinti che la parola debba tornare ai soci". A breve Frascino e Lovati, che hanno chiesto di avere accesso al libro soci, presenteranno la richiesta di assemblea straordinaria, sostenuta dallo 0,4% dei soci o dal 2,5% del capitale. Un'assise che potrebbe trasformarsi in una conta tra il fronte pro-Minali e quello pro-Bedoni, tra i difensori a oltranza della cooperativa e chi spinge per una maggiore apertura al mercato. Non a caso il dg Carlo Ferraresi, che ha preso le deleghe di Minali, ha scritto ai dipendenti chiedendo "coesione" intorno all' "ideale" di una "cooperativa forte e solida". "E' fondamentale - ha detto - proseguire nel solco della continuità e della valorizzazione della nostra tradizione cooperativa centenaria, di cui oggi più che mai dobbiamo essere orgogliosi". La sfiducia a Minali, che però resta in cda a dare battaglia, continua intanto a pesare sul titolo, in calo dello 0,6% a 7,39 euro (-5,5% in tre sedute), preoccupando non poco quegli investitori istituzionali, come Warren Buffett (9%) e Cariverona (3,4%), che hanno investito anche in virtù dell'arrivo del manager ex Generali. La prossima settimana Ferraresi andrà negli Usa a spiegare le sue ragioni al socio americano, che ha manifestato il suo disappunto, e ad altri investitori. Ma anche l'Ivass, l'authority sulle assicurazioni, monitora con grande attenzione questo quadro complesso e conflittuale, da cui non vuole discendano impatti negativi sulla gestione aziendale. Domani ascolterà Bedoni e Ferraresi, che hanno chiesto di spiegare le ragioni dell'avvicendamento e forniranno rassicurazioni sulle strategie della compagnia, che ha già detto di voler andare avanti nel piano industriale messo a punto da Minali.


 
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