LE PAROLE DI FALLICO

Forum a Verona, volano
scambi Eurasia-mondo

23/10/2019 16:00

Con l’Italia i Paesi dell’Unione Economica Eurasiatica (Ueea) hanno registrato una crescita dell’interscambio del 23,9% nell’ultimo biennio (Istat); con il resto del mondo il trend è raddoppiato: +46,5%. Volano gli scambi globali di Russia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan e Armenia, in nome di un’Unione da 180 milioni di abitanti nata 5 anni fa con l’obiettivo di promuovere il libero movimento di merci, oltre che di coordinare le politiche macroeconomiche e l’applicazione di principi di libero scambio.

La Great Eurasian Partnership, inquadrata nel Rapporto Commercio e geopolitica della Ueea della direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo e realizzato per il XII Forum Economico Eurasiatico al via domani, 24 ottobre, a Verona fino a venerdì 25 (Palazzo della Gran Guardia), vale secondo le dogane 866 miliardi di dollari di flussi commerciali con il resto del mondo, contro i 591 miliardi del 2016 e in recupero rispetto al 2013 (1.069 mld di dollari). Il saldo import-export è poi nettamente a favore dei Paesi Ueea, con un surplus di quasi 230 miliardi di dollari: più del doppio rispetto al 2016 (107 miliardi di dollari) e ormai sugli stessi livelli pre-sanzioni del 2013 (235 miliardi di dollari), quando ancora non si era costituita l’Unione. Complice ovviamente la risalita dei prezzi degli idrocarburi - quasi 300 miliardi di dollari l’export dei minerali nel 2018, + 78% nell’ultimo biennio - ma anche le nuove politiche della regione, con il progressivo trasferimento dei flussi da Occidente verso Oriente.

L’Ue è ancora oggi il primo partner con il 33% delle importazioni eurasiatiche provenienti dell’Europa e il 45% delle esportazioni Ueea, ma la Cina è sempre più vicina anche nel business grazie alla Via della seta e al conseguente carico di investimenti infrastrutturali, energetici e digitali. Nella sostanza, nel biennio l’exploit delle vendite verso il Dragone è stato decisivo: +91,8%, che in termini assoluti vale il picco storico di 63 miliardi di dollari e, per la prima volta, il pareggio di un saldo commerciale storicamente a favore della Cina.

“L’Unione Economica Eurasiatica – ha detto il presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia e Banca Intesa Russia, Antonio Fallico – si sta rivelando un player globale sempre più aperto. E sul principio di inclusione si fonda il Forum Eurasiatico, nella convinzione che Ue e Ueea debbano essere partner e non concorrenti nel percorso verso la Belt and Road Initiative. Perché – ha concluso – il business non ha barriere geopolitiche”.

Nel complesso, nel 2017-2018 l’interscambio con l’Ue migliora notevolmente sul 2016 (+48,4%), ma sul periodo pre-crisi (2013) la performance è ancora in deficit di circa 100 miliardi di dollari. Inoltre, nel periodo la dinamica delle merci e materie prime eurasiatiche importate in Europa (+59,6%) è più che doppia rispetto all’export Ue (+27,3%). Diversa la situazione negli Stati Uniti, dove nell’ultimo anno l’export eurasiatico è riuscito addirittura a superare il dato pre-sanzionatorio (13,8 mld di dollari vs 11,8 mld) con un balzo del 30% solo nell’ultimo anno, mentre all’orizzonte si profila un nuovo partner commerciale, l’Africa, che in cinque anni ha più che raddoppiato gli ordini dall’Ueea.


 
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