IL CASO

Nozze Amarone-Primitivo,
ora è solo vino da tavola

29/08/2019 16:44
Dopo la polemica scatenata dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella, adesso Terregiunte è un vino da tavola. La retromarcia è arrivata direttamente da Bruno Vespa e Sandro Boscaini (del Gruppo Masi), che hanno eliminato dal sito web ufficiale tutti i riferimenti all’Amarone e al Primitivo di Manduria. Una Docg e una Doc che non potevano essere nominati per fini commerciali, come aveva lamentato il Consorzio, che aveva definito “illegittima” l’operazione commerciale, chiamando in causa anche il Ministero e .
Adesso sul portale del”Vino d’Italia” Terregiunte, la descrizione è chiara: “Blend Costasera Masi 2016 e Raccontami Vespa 2016 dal color rosso rubino profondo. Al naso balsamico con sentori di tabacco, amarena, mirto, prugna con un pizzico di cacao. Al palato la struttura è compatta, progressiva, densa e golosa. Sapido e potente, è caratterizzato da tannini eleganti e setosi. Piacevolissimo il finale con note di ciliegia e marasca”.
Proprio a causa di questo uso improprio delle due Denominazioni, il Consorzio di Tutela Vini Valpolicella (il territorio dove viene prodotto l’Amarone) e il Consorzio per la Tutela del Primitivo di Manduria si erano schierati duramente contro le scelte di marketing e comunicazione del duo Masi-Vespa.
Il “vinaggio” è firmato dagli enologi Riccardo Cotarella (per Futura 14 di Bruno Vespa) e Andrea Dal Cin (per Masi Agricola).

 
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