FILM FESTIVAL LESSINIA

Tra muri, barriere e la
montagna come confine

26/08/2019 17:10
Muri e barriere non solamente fisiche, ma anche culturali. E la montagna, come luogo di confine da cui transitano esistenze di passaggio. Sono alcune delle tematiche affrontate dalle pellicole in Concorso, martedì 27 agosto, nella quinta giornata di proiezioni al Film Festival della Lessinia.
Si inizia alle 18, al Teatro Vittoria, con il regista Nikolaus Geyrhalter che narra nel lungometraggio Die bauliche maßnahme / La barriera di confine (Austria 2018) dell’annunciato muro da costruire nel 2016 sulle Alpi, al confine del Passo del Brennero, di cui oggi non resta che una recinzione arrotolata in un container. Inutilizzata, perché l’invasione di migranti in realtà non è mai avvenuta. Dai dialoghi con le persone del posto, filmate tra valli e paesi, emerge un punto di vista differente dall’invasiva propaganda sull’emigrazione. Una regione di confine diventa specchio di un’Europa sempre più divisa dalla politica.
Alle 21, dopo il corto Alors, elle deviennent éternelles / Così, diventano eterne (Svizzera 2018) di Delphine Mouly, la documentarista georgiana Mari Gulbiani presenta al pubblico del Festival Sanam mama dabrundeba / Prima che papà torni (Germania, Georgia 2018).
Tra le montagne della Georgia vivono Iman ed Eva, amiche e compagne. Quando il cinema incrocerà il loro sguardo, manifestandosi sul muro di una buia classe, decideranno di usare la cinepresa per raccontarsi nella vita quotidiana, nelle loro speranze e sogni, seguite dalla regista che documenta un momento di rottura con la tradizione per due adolescenti in una comunità lacerata. La regione in cui abitano è patria di molti leader e combattenti; i loro padri sono partiti da tempo per arruolarsi nell’Isis e combattere sui lontani fronti del terrorismo.

 
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