CONTINUANO LE POLEMICHE

Convegno sulle Foibe,
sindacati contro Sboarina

18/02/2019 14:48
Non si placano le polemiche sulla Giornata del Ricordo, in particolare sui convegni accusati di negazionismo che hanno spinto il sindaco Federico Sboarina a paventare lo sfratto all’Anpi per la presenza di una relatrice all’Università di Verona e all’amministrazione comunale di revocare la concessione di una sala per un incontro organizzato dai partiti della sinistra radicale.

I sindacati Cgil, Cisl e Uil di Verona in una nota congiunta hanno espresso “il proprio disappunto per le affermazioni e i comportamenti dalla giunta comunale espresse per bocca del sindaco Federico Sboarina, che confermano una pericolosa deriva autoritaria e antidemocratica nella nostra città”. “Purtroppo - hanno continuato i sindacati - esplicite minacce volte ad impedire o ad ostacolare la libertà di opinione non solo violano la nostra Costituzione, ma sono anche la dimostrazione di come le scelte politiche dell'amministrazione comunale siano connotate dalla volontà di negare l'esercizio dei diritti civili e democratici”.

“Cgil, Cisl e Uil di Verona - conclude la nota - nel condannare tali atteggiamenti, sono a ribadire la ferma posizione in difesa dei principi sanciti dalla Costituzione e si impegnano nella promozione dei valori democratici e antifascisti che sono a fondamento della nostra società civile, confermando la stima a quelle associazioni democratiche oggi oggetto di indegne intimidazioni”.
 
  • Federico Dal Cortivo

    il 21/02/2019 alle 18:14 “Cigl Cisl E Uil Si Occupino Della Tutela Dei Lavoratori E Lascino Stare La Storia”
    A leggere queste note sulla presa di posizione di alcuni sindacati , francamente non si sa se ridere o piangere. Costoro, che da anni hanno disatteso come vedremo al loro compito, che dovrebbe essere quello di tutelare i lavoratori italiani , si ergono a difensori della "libertà(?)" e della verità storica( la loro ). Oramai come i rimasugli del Pd non sanno più che fare per apparire, perché di apparizioni si tratta, come l’ultima sceneggiata a Roma contro l’attuale governo, che almeno ,sia con la quota 100,sia con il reddito di cittadinanza sta andando controtendenza rispetto ai precedenti esecutivi ultraliberisti. Ma evidentemente a costoro dei lavoratori interessa assai poco come vedremo… La parabola discendente della Triplice era già iniziata nel luglio del 1993 con l’adesione al famoso “Protocollo sulla Politica dei Redditi e dell’Occupazione”. Esso fu firmato il 22 luglio dai rappresentanti di Cgil-Cisl e Uil, che allora erano Trentin, D’Antoni e Larizza. Sancì che i nuovi assetti contrattuali, di durata quadriennale per la parte normativa e biennale per quella salariale, fossero agganciati al “Tasso d’Inflazione Programmata”, stabilito come obiettivo comune tra le parti; ulteriori punti di riferimento dovevano essere in sede di rinnovo la comparazione tra l’inflazione programmata e quell’effettiva intervenuta nel precedente biennio. Com’è facile intuire dietro la voce “inflazione programmata” si celava la colossale truffa ai danni dei lavoratori italiani, che hanno visto anno dopo anno i propri stipendi perdere valore, senza che il nuovo meccanismo voluto dal padronato, sindacati gialli e governo di allora potesse in qualche modo essere un idoneo strumento di tutela salariale, come lo era stata la “scala mobile” detta anche indennità di contingenza, negoziata nel 1975 per tutti i settori del mondo del lavoro, poi aggiornata nel 1982 e definitivamente abolita tra il 1984 e il 1992, con il via libera dato anche da Cgil Cisl e Uil. Il Presidente del Consiglio era nel 1993 l’uomo di Bankitalia Carlo Azeglio Ciampi, succeduto ad Amato, e al Lavoro, invece, Gino Giugni, padre dello “Statuto dei Lavoratori”, anche lui convertitosi al liberismo. In precedenza e successivamente, per chi ha la memoria corta, vale la pena di ricordare altri passaggi importanti: 1984: attacco alla scala mobile e approvazione legge 863 che estende mansioni di applicazione del part-time e introduceva i contratti di formazione e “solidarietà”. 1986 :legge 56: estende a tutti i settori produttivi il contratto a termine. Legge 146/90: attacco al diritto di sciopero, preavviso di due settimane, estese le attività considerate di pubblica utilità. 1991: legge 223: mobilità che ha permesso uso massiccio di esternalizzazioni Dopo il 1993 sfondamento sul terreno dei contratti atipici. 1994: Viene estesa la possibilità di ricorrere a mobilità, contratti di formazione lavoro, apprendistato. 1997: pacchetto Treu, che introduce il lavoro interinale e privatizza in pratica il collocamento. Legge 30/2003, conosciuta come Legge Biagi e Dlgs.n 276/2003 che introducono le borse dell’impiego, job sharing, certificazione, somministrazione lavoro, lavoro a chiamata e tutto quanto possa rendere il lavoro di fatto precario. Come si noterà la gran parte di questi provvedimenti sono stati varati con governi di centrosinistra, con il centro destra non cambia la musica,convertiti tutti al capitalismo vincente di questi anni.Fino ad arrivare alla Legge Fornero e al vergognoso Jobs Act del governo Renzi, dove, ci saremmo aspettati “masse compatte muoversi verso Roma e picchetti di duri e puri” , invece si è vista solo la latitanza di Cgil Cisl e Uil , del resto loro si occupano di “storia”e di combattere il Fascismo in assenza di Fascismo, guardandosi bene d'attaccare l’alta finanza apolide, il potere bancario , e il turbo capitalismo antinazionale che sta distruggendo lo Stato sociale , i lavoratori e i piccoli imprenditori italiani. Federico Dal Cortivo