ALLARME

Videogame e il pericolo
della cannabis light

15/02/2019 18:10

Si chiama Avakin Life, è il nuovo video game online che sta spopolando tra i giovani. Riprende quanto visto anni fa in “Second Life” e “The Sims”, dove i giocatori possono crearsi una vita parallela, virtuale, dove tutto è mediamente concesso (GUARDA SERVIZIO TV). Fin qui nulla di strano. L’inghippo nasce quando in questo nuovo fenomeno in voga tra gli adolescenti, 13, 14 anni, compare chi, con messaggi per nulla sibillini, invita i giocatori a consumare la cannabis light. Lo ha fatto un commerciante di Roma, che ha un negozio che vende questi prodotti e su Avakin Life ha provato a far abboccare numerosi ragazzini, tra cui anche molti veronesi.

"Ci siamo preoccupati al punto tale - ha spiegato il direttore del dipartimento dipendenze dell'Ulss 9, Giovanni Serpelloni - che abbiamo fatto una segnalazione ai nas di Roma per dire che c'è questo gioco che può indurre, soprattutto dei minori, all'uso di cannabis. Tutto ciò, violando gli articoli 82 e 84 della legge sulla droga, che dicono che non si può fare pubblicità indiretta e nemmeno proselitismo".

La propaganda sull’utilizzo della cannabis light, veicolata su Avakin Life, riaccende l’attenzione su questa sostanza i cui effetti sembrano a livello superficiale non essere rilevanti, ma che in realtà, possono causare non pochi problemi. Perché, se lavorata, anche la cannabis light può dare effetti potenti sui giovani.

"La cannabis light - continua Serpelloni - non è un gioco e può essere potenzialmente pericolosa. Abbiamo dimostrato scientificamente che si può estrarre il principio attivo, ossia il thc, raggiungendo delle dosi droganti. Siamo riusciti a ricavare quattordici milligrammi di principio attivo, quando la dose minima drogante e di quatto milligrammi. Quello che ci preoccupa maggiormente è la pubblicità che viene fatta, anche lungo le strade di Verona e che porta ad avere una percezione del rischio ridotta nei ragazzi.

Insomma, la semplificazione per cui, se vicino alla parola cannabis viene messa la parola light, questa sostanza non sia pericolosa sta fuoviando i ragazzi, che fanno poca distinzione tra la maria leggera e quella illegale. Ma questa, dicono gli esperti, è solo un piccolo segnale di quella che potrebbe diventare a tutti gli effetti un’emergenza.

"Attenzione Verona - esorta Serpelloni - attenzione veronesi, amministratori, perché la percezione che abbiamo noi tecnici è che stia montando una marea silenziosa non solo con la cannabis, ma anche con tutta una serie di nuove droghe sintetiche che si acquistano su internet. Inoltre, le droghe classiche, come cocaina ed eroina, non sono affatto scomparse e i consumatori sono sempre più i minorenni".

"I ricordi di Verona definita la Bangkok d’Italia, negli anni 70 e 80, sono al momento lontani" ha concluso Serpelloni. "Ma si sta sottovalutando un fenomeno che potrebbe davvero sfuggire di mano".


 
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