SPETTACOLI

La nuova stagione di
danza al Teatro Ristori

23/01/2019 16:51

Presentata dal Direttore Artistico, M° Alberto Martini, la nuova stagione di Danza del cartellone al Teatro Ristori, che prende avvio a febbraio. Sei sono gli appuntamenti che da qui ad aprile porteranno coreografie esclusive ed anteprime nazionali ed europee sul palco del Teatro.

Si inizia il primo febbraio con il ritorno della MM Contemporary Dance Company in una prima assoluta con musica dal vivo in co-produzione con il Teatro Ristori: VIVALDI UMANE PASSIONI con la coreografia di Michele Merola. Il coreografo mira ad esprimere, mediante la danza, gioie, tenerezze, rabbia, e i disinganni dell’Uomo, rappresentando senza remore il senso dell’esistere sulla Terra. Ed è indagando nelle pagine dei grandi compositori che Merola ama ricercare e scoprire prospettive, simmetrie, assonanze tra l’umano sentire e le pagine in musica. Nasce da questa volontà, e dalle suggestioni del Maestro Alberto Martini, Direttore Artistico del Teatro Ristori, l’incontro con Antonio Vivaldi, esito tra i maggiori della cultura dell’Europa barocca, considerato il più importante, influente e originale musicista italiano della sua epoca. Alcune delle pagine più note del compositore si specchiano così nei percorsi di Merola: concerti per violino quali, La Follia e L’Inquietudine, esprimono al meglio le “umane passioni” da cui prende il titolo la coreografia. Lo spettacolo sarà completato da SCHUBERT FRAMES. Protagonisti della parte musicale saranno l’ENSAMBLE TEATRO RISTORI e il pianista Roberto Paruzzo.

Secondo appuntamento il 28 febbraio con lo spettacolo “La Divina Commedia – dall’Inferno al Paradiso” della compagnia NO GRAVITY DANCE COMPANY, il percorso dantesco che ci condurrà al 2021, quando si celebreranno i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. Le musiche tratte dal repertorio classico e contemporaneo faranno da supporto a uno straordinario spettacolo di danza aerea e nouvelle magique in 13 quadri, in cui le donne e gli uomini, terrestri e divini, mortali e immortali, che Dante racconta nella Divina Commedia non sono corpi, ma intelligenze, memorie, visioni, desideri, idee e anime.

Il 14 marzo torna sul palco del Teatro Ristori la principale compagnia di danza italiana, Aterballetto, con il loro Bach Project, una tappa importante nell’esplorazione della relazione tra danza e musica, tra composizione classica e sua ricreazione contemporanea. Bach Project permette alla Fondazione Nazionale della Danza Aterballetto di centrare obiettivi ben precisi: dare spazio sia ai maestri riconosciuti che ai giovani talenti, ma anche tornare a presentare un pezzo con musica dal vivo. Una nuova creazione, ispirata alle musiche di Johann Sebastian Bach, è stata affidata a Diego Tortelli: il giovane coreografo che si avvale nel 2018 di un accompagnamento produttivo della Fondazione Nazionale della Danza anche su altri suoi progetti, ha coinvolto nella creazione l’artista visivo Massimo Uberti. Lo spettacolo si completa con un pezzo di Jiří Kylián del 1990, Sarabande, anch’esso ispirato dalla musica di Bach. Una creazione dall’affascinante struttura circolare, con una capacità di muoversi tra livelli musicali ed espressivi diversi che ne evidenzia la straordinaria contemporaneità̀. Bach Project permette così di affermare – intorno ad una dimensione musicale – una visione intergenerazionale, aperta e curiosa della creazione coreografica.

Il 26 marzo una prima esclusiva italiana della compagnia di danza RIOULT DANCE NEW YORK con lo spettacolo da ARVO PÄRT ai DEEP PURPLE. Si inizierà con la coreografia di Te Deumè, creata sulla partitura del compositore estone Arvo Pärt, una rivisitazione di uno dei primi lavori di Pascal Rioult, con un’aurea spirituale che accompagna il personaggio principale nel suo viaggio verso la verità e la bellezza. Si proseguirà poi con FIRE IN THE SKY, un omaggio infuocato alla giovinezza ed alle serate in discoteca di Rioult, quando i successi della band Deep Purple lo ispirarono nell’intraprendere uno stile di vita in continuo movimento.

Per il ritorno in Europa, il Tulsa Ballet proporrà sul palcoscenico del Ristori il 6 aprile, con una prima europea, una serata in cui celebrare il meglio della coreografia del passato e del presente, Master of Dance, con un prezioso omaggio a Kurt Joosse al suo capolavoro Table Verte, raramente rappresentato e nel repertorio di pochissime compagnie. Gli altri due lavori in cui si articolerà la serata sono Who Cares? di George Balanchine e Shibuya blues della pluripremiata coreografa colombiana Anabel Lopez Ochoa.

La stagione si concluderà l’11 aprile con lo spettacolo Yo, Carmen della María Pagés Compañía, con musica dal vivo. Yo, Carmen vuole essere una rilettura del personaggio dell’opera di Merimée. La creazione di María Pagés è una voce di donna che si alza con forza davanti a noi, nitida e risoluta per esprimere la realtà che affronta, costruisce e sviluppa nell’animo femminile. Vuole essere la voce di tutte le donne, senza sotterfugi, stratagemmi, drammi preesistenti, senza paure ne connotazioni attribuite al personaggio di Carmen dalla prospettiva maschile. Quelle stesse donne che tutti conosciamo, che lavorano, che lasciano l’ufficio di corsa per andare a riprendere i bambini, quelle donne la cui forza innata può essere abbattuto dalla paura, quelle che amano come non ci fosse un domani e poi crollano con il cuore infranto, quelle che si lasciano affascinare da una nuova crema di bellezza che possa mantenere eterna giovinezza, quelle donne che hanno fatto la storia e che la storia ha ignorato.


 
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