CONOSCERE EURASIA

Cineforum russo
in Gran Guardia

19/01/2019 10:01

La sfida di un uomo conteso tra i suoi progetti e le sue possibilità, la fatica di un insegnante alle prese con tradizioni e superstizioni, ma anche l’umanità di una vita fatta di speranze, amore, e inevitabili errori. C’è tutta la fragilità della condizione umana ne “Il primo maestro” (Первый учитель, 1965), pellicola di esordio dell’Andrej Končalovskij regista e seconda tappa della rassegna cinematografica Incontri con la cultura russa, in programma il 21 gennaio al Palazzo della Gran Guardia (ore 20.30, ingresso libero). Il cineforum, organizzato e promosso da Consolato Onorario della Federazione Russa in Verona, Associazione Conoscere Eurasia, Casa Russa presso il Consolato Onorario della Federazione Russa in Verona, Russkiy Mir Foundation e Gosfilmfond, con il patrocinio del Comune di Verona, è dedicato per la sua 10^ edizione proprio ai contributi del regista, sceneggiatore e produttore moscovita, una carriera lunga 6 decenni ripercorsa con 10 pellicole selezionate dal curatore Giancarlo Beltrame.

Ambientato nel Kirghizistan rurale e montanaro del 1924, primo anno del potere dei Soviet, il film racconta la storia di Djujšen, un giovane maestro intenzionato a costruire una scuola per i bambini del villaggio costretto a combattere e scontrarsi con tradizioni e retaggi del passato. Pur dipingendo un affresco ricco di sfumature della Russia più profonda, la pellicola non vuole essere un “film politico”. Come spiega lo stesso Končalovskij, si parla dell'uomo e della tragicità della condizione umana con una “storia universale, quella di un profeta che vive una contraddizione tra i suoi desideri e le sue possibilità. In Bolivia, sarebbe stata la storia del Che”.

Nato a Mosca nel 1937 in una famiglia di artisti e intellettuali, Andrej Končalovskij è figlio dello scrittore per ragazzi e autore del testo dell'inno nazionale russo, Sergej Michalkov, e della poetessa e traduttrice Natal′ja Končalovskaja, di cui ha assunto il cognome per differenziarsi dal fratello regista Nikita Michalkov. La sua passione per l’arte nasce con la musica - che lo porta a laurearsi in pianoforte nel 1959 – per poi approdare al grande schermo, che impara a conoscere alla scuola di cinema VGIK diretta da Michail Romm, dove inizia anche la proficua collaborazione con Andrej Tarkovskij. In seguito si spinge prima a concentrarsi sulla resa di testi letterari e poi a trasferirsi negli Usa, dove realizza pellicole di successo come “Maria Lover's” (1984) e “A 30 secondi dalla fine” (1985). Tornato in Russia dopo la fine dell’Urss, nel 1991 porta al Festival di Berlino “Il proiezionista”, una critica contro il regime stalinista. Tra i riconoscimenti si contano tre Leoni d'argento per la migliore regia a Venezia con La casa dei matti, Le notti bianche di un postino (2014) e Paradiso (2016), e un Premio speciale della giuria a Cannes con Siberiade (1979).


 
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