IL CINEFORUM DI CONOSCERE EURASIA

Talento di Končalovskij
in Gran Guardia

11/01/2019 15:07

Si alza il sipario sul talento del regista, sceneggiatore e produttore moscovita, Andrej Končalovskij. La decima edizione degli Incontri con la cultura russa, la rassegna annuale dedicata al cinema russo, è in programma ogni lunedì dal 14 gennaio al 18 marzo al palazzo della Gran Guardia di Verona (Sala Convegni 3° piano, ingresso libero).

Organizzato e promosso da Consolato Onorario della Federazione Russa in Verona, Associazione Conoscere Eurasia, Casa Russa in Verona, Russkiy Mir Foundation e Gosfilmfond, con il patrocinio del Comune di Verona, il cineforum ripercorre in 10 pellicole 6 decenni di cinematografia firmati da Končalovskij, un artista poliedrico, capace di scorgere, interpretare e suggerire le diverse sfumature dei diversi protagonisti, mondi e milieu della Russia contemporanea, e non solo.

Per Antonio Fallico, presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia: “Oltre ad essere uno dei più grandi protagonisti del cinema mondiale, Andrej Končalovskij offre alcune delle più sincere fotografie d’autore su grande schermo dell’epoca contemporanea e delle sue trasformazioni. Uno sguardo sul mondo e sulla Russia che speriamo rappresenti un ulteriore stimolo ad approfondire la conoscenza e il dialogo culturale tra i nostri Paesi”.

“La rassegna – spiega Giancarlo Beltrame, da due anni curatore degli Incontri con la cultura russa – mette a fuoco il legame profondo di Končalovskij con quella che più volte nelle sue interviste ha chiamato ‘l'anima russa’: l'animo slavo che sopravvive sempre, oltre la storia e i regimi politici. In questi dieci film abbiamo voluto concentrare più di mezzo secolo di carriera e coerenza artistica, in cui Končalovskij ha saputo mantenere un’incredibile lucidità di analisi, con freschezza e inventiva”.

Si parte lunedì 14 gennaio (ore 20.30) con una delle sue prime sceneggiature, “L’infanzia di Ivan” (1962), l’esordio cinematografico dell’amico e compagno di studi Andrej Tarkovskij che si guadagnò il Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia con un nuovo modo di raccontare gli orrori della guerra, senza battaglie e scene belliche. Il film, che può essere considerato un manifesto antimilitarista, è ambientato durante il secondo conflitto mondiale e narra la storia di Ivan, un ragazzino di 12 anni che dopo aver perso la famiglia si unisce prima ai partigiani e poi all’esercito sovietico per contrastare gli invasori nazisti.

Nato a Mosca nel 1937 in una famiglia di artisti e intellettuali, Andrej Končalovskij è figlio dello scrittore per ragazzi e autore del testo dell'inno nazionale russo, Sergej Michalkov, e della poetessa e traduttrice Natal′ja Končalovskaja, di cui ha assunto il cognome per differenziarsi dal fratello regista Nikita Michalkov. La sua passione per l’arte nasce con la musica - che lo porta a laurearsi in pianoforte nel 1959 – per poi approdare al grande schermo, che impara a conoscere alla scuola di cinema VGIK diretta da Michail Romm, dove inizia anche la proficua collaborazione con Andrej Tarkovskij. In seguito si spinge prima a concentrarsi sulla resa di testi letterari e poi a trasferirsi negli Usa, dove realizza pellicole di successo come “Maria Lover's” (1984) e “A 30 secondi dalla fine” (1985). Tornato in Russia dopo la fine dell’Urss, nel 1991 porta al Festival di Berlino “Il proiezionista”, una critica contro il regime stalinista. Tra i riconoscimenti si contano tre Leoni d'argento per la migliore regia a Venezia con La casa dei matti, Le notti bianche di un postino (2014) e Paradiso (2016), e un Premio speciale della giuria a Cannes con Siberiade (1979).


 
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