DUE GIORNALISTI CHE QUI HANNO INIZIATO

Spari a Strasburgo
Speranza a Verona

13/12/2018 14:00

Cinque anni fa ero lì. In questi stessi giorni. A Strasburgo per lavoro, soggiornavo in un appartamento proprio sopra i mercatini di Natale. E lì martedì sera, durante l'attentato di un estremista islamico, avevo colleghi e amici.

La plenaria pre-natalizia del Parlamento europeo è quella che riunisce nel capoluogo alsaziano più gente, perché ai soliti addetti ai lavori (parlamentari, assistenti, giornalisti) che una volta al mese fanno la spola da Bruxelles a Strasburgo, si aggiungono molti gruppi di visitatori. Il resto ovviamente lo fa il turismo natalizio di una delle città più belle, tranquille, benestanti ed eleganti di Francia.

Tra le tante mi ha colpito la reazione di un mio collega e amico, Alessio Pisanò, veronese e da anni di stanza a Bruxelles (e a Strasburgo) come cronista e valido videoreporter internazionale. Nelle ore concitate del post-attentato ha scritto poche righe su facebook: “Sono a Strasburgo, tutto bene a chi mi chiede notizie, sto filmando. Grazie”.

Poche parole che sono un atto di amore e di fedeltà (sempre, fino in fondo) al proprio mestiere, il giornalismo, spesso bistrattato (a volte a ragione, spesso a torto) e malpagato, ma sempre più necessario in un'epoca di fake news e uso scomposto dei social.

Le stesse parole, credo, che avrebbe usato Antonio Megalizzi, il giovane e sfortunato giornalista trentino colpito alla testa. Trentino, ma transnazionale ed europeo come ormai i giovani più in gamba e svegli oggi si sentono. Magalizzi che qui a Verona si era laureato e che si trovava a Strasburgo - come ho letto in un bellissimo articolo sull'Huffington Post - “per amore del giornalismo e dell'Europa”.

Ecco, oggi questa rubrica per una volta non vi parla di Verona, ma di un veronese (Alessio Pisanò) e di un ragazzo sfortunato (Antonio Megalizzi) che da Verona ha cominciato il suo percorso. Entrambi con ideale e una missione: raccontare.

Mi aggrappo a questa speranza e a questi talenti per sopportare l'insensatezza e l'atrocità di criminali che in nome di un credo mal interpretato (l'Islam è una religione antica e rispettabile) se ne vanno in giro a sparare a caso per la strada. Voglio continuare a credere in qualcosa di più bello.

Francesco Barana


 
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