IMMIGRAZIONI

Polato: "A Verona un Cie
per i migranti"

07/12/2018 16:23

Il comune di Verona è pronto ad ospitare sul proprio territorio un centro di identificazione ed espulsione per i profughi. Ad annunciarlo l’assessore alla sicurezza Daniele Polato, sull’onda del recente decreto sicurezza, diventato legge alcuni giorni fa. Il Cie sarebbe la soluzione definitiva, dice Polato, per tutti quei richiedenti asilo politico che non hanno visto soddisfatta la propria richiesta. Un’idea concreta, e non campata per aria, per l’amministrazione comunale e per l’assessore alla sicurezza, che prova a tranquillizzare così i cittadini che di un centro di identificazione ed espulsione vicino a casa farebbero volentieri a meno (GUARDA SERVIZIO TV).

"La gente spesso mi chiede cosa sia questo Cie - spiega Daniele Polato - io rispondo sempre che è come un carcere, non è certamente un villaggio turistico, dove le persone possono entrare e uscire a piacimento. E' una struttura dove i soggetti vengono portati nel momento in cui vengono identificati per l'espulsione. Potremmo così prendere quelle persone che oggi girano in maniera impropria nella nostra città ed espellerle dal Paese".

Nei giorni scorsi molte cooperative che gestiscono l’accoglienza dei migranti si sono scagliate contro la nuova legge sulla sicurezza. Sotto accusa, in particolare, l’abolizione della protezione umanitaria e le dure restrizioni ai centri sprar, dove potranno accedere solo minori non accompagnati e chi già ha ricevuto la protezione internazionale. Di qui il rischio di un aumento di irregolari sul nostro territorio. Critiche che Polato zittisce così.

"Credo che ci sarà un risparmio importante rispetto a a qualcuno che pensava di fare del business sull'immigrazione. Questo sarà un aspetto significativo perché nel momento in cui la cifra che le cooperative ricevo ogni giorno per ogni singolo migrante verrà diminuita rispetto all'attuale, credo che tanti penseranno se fare un'accoglienza reale o un'accoglienza economica. Quanto agli irregolari sul nostro territorio - prosegue Polato - è un problema che già esiste, perché se guardiamo statisticamente le domande per il riconoscimento di rifugiato che vengono accolte, rispetto a quelle effettuate, ci fermiamo al 3%. Quindi abbiamo già persone che rimangono sul nostro territorio, in maniera irregolare, perché dopo che hanno presentato ricorso non vengono espulsi".

In generale Verona ha accolto con positività la legge voluta dal vice premier Salvini, che ha avuto un occhio di riguardo per il ruolo della Polizia Locale. Tanti i nuovi strumenti a disposizione della Municipale.

"Importante è il discorso legate a nuove assunzioni di personale - sottolinea il comandante della Locale, Luigi Altamura - poi potremo iniziare ad utilizzare il tase, in via sperimentale. Dovrà essere un'arma consegnata in dotazione di reparto e non in maniera individuale. Il tutto, ovviamente, dopo un percorso di formazione e aggiornamento. Ci sono tante altre novità, anche sul codice della strada, come ad esempio il fenomeno dell'esterovestizione che verrà bloccato. Chi ha un'auto con una targa straniera, dopo sessanta giorni di residenza in Italia, dovrà andare alla motorizzazione e far immatricolare il mezzo con targa italiana. Quindi tutti i furbi che pensavano di prendere multe e di non pagarle perché dotati di targa straniera, dovranno rivedere le proprie convinzioni".

La Polizia Locale sarà parte attiva nel piano nazionale di sgomberi di tutti quei palazzi occupati e nel contrasto all’invasione di edifici. Come annunciava il comandante Altamura, gli agenti verranno formati per utilizzare il taser, pistola elettrica da anni utilizzata in molti paesi, come gli Stati Uniti. Il comando ne avrà a disposizione inizialmente due, che diventeranno poi quattro.


 

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