MIGRANTI

Legge sulla sicurezza:
cosa cambia per profughi

05/12/2018 18:23

Abolizione della protezione umanitaria, limitazione dei centri sprar, revoca della cittadinanza in caso di persona ritenuta pericolosa e più fondi per i rimpatri. Sono solo alcune delle novità a proposito di immigrazione contenute nel nuovo decreto sicurezza diventato legge qualche giorno fa. Un deciso giro di vite che pare preoccupare le tante cooperative che in questi anni hanno dedicato la propria attività all’accoglienza (GUARDA SERVIZIO TV) Il primo appunto contro il provvedimento tanto voluto dal ministro dell’interno, Matteo Salvini, riguarda l’abolizione della protezione umanitaria. Prima dell’entrata in vigore della nuova legge, veniva riconsciuta in tutti i casi di emergenza. D’ora in avanti verrà concessa solo per motivi civili o di gravi calamità naturali nei paesi d’origine.

"La protezione umanitaria - spiega Marco Zampese, vice direttore della Caritas di Verona - rappresentava forse la maggior possibilità di concessione di permesso di soggiorno e premiava l'integrazione che la persona aveva effettuato lungo il suo percorso. Toglierla comporterà un aumento di irregolari, che resteranno nel nostro territorio diventando inevitabilmente un problema per la cittadinanza".

Altro aspetto criticato dalla Caritas riguarda le forti restrizioni che la nuova legge prevede per i centri Sprar, strutture che ospitano i migranti sotto il controllo del comune. Se fino ad oggi venivano accolti tutti i richiedenti asilo, ora potranno accedervi solo minori non accompagnati e chi è già in possesso della protezione internazionale.

"Si riduce molto il numero di persone che possono entrare negli Sprar - prosegue Zampese - e anche il tempo durante il quale possono rimanere. Si tratta di un sistema dove l'integrazione viene molto agevolata e d'ora in avanti, avendo solo a sei mesi a disposizione per i corsi di italiano, per quelli di formazione lavoro, sarà difficile portare a termine un percorso di crescita con successo".

La nuova legge rinfoltisce la lista di reati che prevedono l’espulsione immediata dopo una condanna in primo grado: sono ora aggiunti violenza sessuale, spaccio, furto e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. I giorni di trattenimento nei centri per il rimpatrio passano da 90 a 180 mentre aumentano i fondi per i rimpatri: 500 mila euro per il 2018, 1 milione e mezzo per il 2019 e 500 mila per il 2020.

"La nostra impressione - ha concluso il vice direttore della Caritas - è che si incentivino maggiormente i grandi agglomerati, a discapito della micro accoglienza, che invece favorisce maggiormente l'integrazione".

Dopo la nuova legge, altre novità legate all’accoglienza potrebbero arrivare con la nuova manovra finanziaria. Che dovrebbe contenere un netto taglio dei fondi che le cooperative ricevono per ogni immigrato. Degli attuali 35 euro potrebbero rimanerne soli 19, con l’inevitabile eliminazione di servizi per i profughi.


 

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