UN TREND IN ATTO DA ANNI

Mercatini? Verona
pensa solo ai turisti

03/12/2018 14:37

Sono giorni caotici. A Verona è tutto un mercatino dietro l'altro. Parafrasando Dalla: “Sarà due mesi Natale”, dato che qui si comincia già a metà novembre con tutto l'armamentario.

Una volta erano i soli e semplici mercatini di Santa Lucia: una decina di giorni tra via Mazzini e piazza Bra e morta lì. Erano i nostri mercatini, popolari, molto veronesi, di bancarelle senza frizzi e lazzi o ghirigori.

Poi ci ha preso la bulimia, ché le cose semplici non ci piacciono più: ed ecco arrivare i mercatini “di Norimberga” - che volete, più cool, per soddisfare la solita smania esterofila, in paziente (e inutile) attesa che a Norimberga, chissà, un giorno facciano i mercatini “di Verona”. Infine i mercatini, neanche giocassero a risiko, si sono espansi fino a lungadige San Giorgio, ponte Castevecchio, piazza San Zeno. E, sempre in vena di esterofilia cronica, ecco il corollario di luci all'ingresso della città “creando un effetto Champs Elysees” di legge sul sito di "Natale in piazza". Vuoi mettere?

La verità, piaccia o meno, è che si conferma un trend ormai in atto da anni: Verona è città sempre più a vocazione turistica – dove tutto è pensato in funzione esclusivamente di quello – e sempre meno per i veronesi, che si ritrovano a passare da un luogo spesso dormiente con poco fermento culturale (e qui ne abbiamo parlato), a mega-manifestazioni o super eventi periodici che creano disagi, caos e traffico. Vale per i mercatini, le maratone, il Vinitaly and the City, hostaria eccetera.

Dal niente al troppo, senza equilibrio. Con unico riferimento il turista, cioè i soldi. Gira che ti rigira, chissà perché, si arriva sempre lì.

Francesco Barana



 
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