VERONA E L'ANTAGONISMO ISOLATO

Le piazze di cui
a nessuno frega

27/11/2018 10:14

Ed è così che andò in scena il solito teatrino. Quello che piace a noi giornalisti e ai (pochi) attori di terza fila protagonisti. Ed è così che si consumò, ancora una volta, la stanca “finzione” della politica ideologica rispetto alla realtà.

Sabato, in piazza, a Verona erano in quattro gatti: così all'estrema sinistra, così all'estrema destra. Da un lato gli antiabortisti e i cattolici tradizionalisti, con la destra radicale, che pregavano. Dall'altro il contro-corteo della cosiddetta “sinistra antagonista”. L'allarme (ma de che?) della vigilia si è risolto nell'indifferenza della città. Prevedibilissima, perché ormai certe contrapposizioni al cittadino comune procurano al massimo uno sbadiglio.

Rimangono solo “atti borghesi”, vanesi e residuali di cui discutono i “borghesi” (di una parte o dell'altra) spesso parlandosi addosso, in un circuito di stucchevole autoreferenzialità ed egoriferita prosopopea.

A fare il palo la nostra “complicità” (intendo di noi giornalisti), che è sintomo della nostra sempre maggiore incapacità di leggere la realtà. E così, potendo affermare con ragionevole certezza che il fascismo non tornerà e il diritto all'aborto non sarà eliminato, al solito ci si scalda e scazza sul nulla. “Per l'indifferenza scostante dei gatti” per dirla alla Guccini. Tranne di quei quattro che erano in piazza.

Francesco Barana


 
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