NEI 2 PALAZZI DEL POTERE

Nuovo Scalzotto-team
e rottura con Gasparato

16/11/2018 16:29

Due “svolte” politiche da tenere d’occhio nei due Palazzi della politica veronese: nasce la nuova giunta in Provincia e si fa un altro passo verso il divorzio tra Sboarina e i casaliani in Comune.


Ai Palazzi Scaligeri, il neopresidente Manuel Scalzotto ha scelto i suoi “assessori” (che per ipocrisia non si possono chiamare così, e quindi anche noi li chiamiamo consiglieri delegati).


La nota dominante è la definitiva spaccatura in Forza Italia: gli amici di Polato ottengono incarichi, quelli di Bendinelli restano fuori.


Rispetto alla squadra di Pastorello, non c’è più il vicepresidente uscente, Pino Caldana, che forse “paga” la sua vicinanza, in Forza Italia, a Davide Bendinelli.


Non riconfermato neppure Zeno Falzi, vicino a Flavio Tosi.


Nasce quindi un centrodestra ricalcato sulla formula di quello esistente a Palazzo Barbieri.


Vicepresidente, al posto di Caldana, è David Di Michele


Oltre al presidente Scalzotto, l’uomo forte dei Palazzi Scaligeri sembra essere il riconfermato Matteo Pressi, della Lega, che deve gestire (tra mille polemiche) il settore più delicato, ossia quello del Trasporto Pubblico, con tutte le relative, imminenti rivoluzioni.


Gli altri assessori sono Serena Cubico (Forza Italia ala Giorgetti) che va alle politiche montane, Ilaria Cervato (Forza Italia in avvicinamento a Daniele Polato) al patrimonio, Giorgio Malaspina (Lavoro), Pierangelo Zorzi (turismo), Alessandro Perbellini (urbanistica), Francesco Bonfani (economia), Gino Fiocco e Stefano Marcolini (caccia e pesca) e Albertina Bighelli (Lega) all’Ambiente.


Le nomine sono peraltro provvisorie perché tra un paio di mesi (tra fine gennaio e febbraio) sarà eletto il nuovo consiglio provinciale, e bisognerà comunque rifare tutto da capo.


Passando a Palazzo Barbieri, sciabolate polemiche tra l’assessore Polato e il capogruppo di Verona Domani (Casali-Gasparato), Marco Zandomeneghi, con clamorosa uscita dall’aula dell'intero gruppo consiliare. Per capire il contesto, basti sapere che si è arrivati sulle soglie delle diffide legali e delle querele tra lo stesso Zandomeneghi ed il braccio destro di Polato, il presidente di Amt, Francesco Barini.


Adesso circolano mille voci (non confermate) sulle possibili conseguenze.


Sarà sostituito l’assessore casaliano allo Sport, Filippo Rando (candidato alla successione il forzitalista Stefano Bianchini)?


Sarà contestato il da poco eletto presidente dell’Amia, Bruno Tacchella (un esponente della maggioranza avrebbe ipotizzato di far dimettere tutti i membri del CdA, per farlo decadere)?


Al momento, tutto resta congelato.


Zandomeneghi accusa Barini di "bullismo", e Paolo Rossi ricorda che "Verona Domani è stata ingiustamente accusata di aver remato contro l’elezione di Scalzotto", rivendicando al gruppo di essere stata invece tra gli artefici della sua vittoria.


Ma si attende con interesse l’intervento che il leader di Verona Domani, Matteo Gasparato, farà venerdì prossimo, in occasione del 70esimo anniversario del Consorzio Zai, da lui presieduto.



 
  • Gianluca Poli

    il 19/11/2018 alle 09:30 “..prima Repubblica..acqua E Rose....”
    ..che ne dici Lillo....la prima repubblica era acqua e rose....in confronto a certe attuali situazioni....O FORSE LA PRIMA REPUBBLICA NON E' MAI FINITA....?