RIPOSIZIONAMENTI VERONESI

PD-Tosi unica
alternativa alla destra

08/11/2018 14:48

Nei palazzi della politica, e in particolare nel centrosinistra, si dibatte se nelle prossime amministrative può tornare a valere il “metodo provinciali”. Inteso, l'alleanza tra il Pd e i moderati del vecchio centrodestra, cioè Forza Italia e soprattutto i tosiani, per fronteggiare i sovranisti di Lega e Battiti.

E’ chiaro che un accordo per un elezione indiretta (come quella del presidente della Provincia) non è facilmente mutuabile quando alle urne ci devono andare gli elettori veri e propri. Tuttavia chiedo: esiste un'alternativa?

A Verona, fuori dal perimetro del destra-centro sovranista, chi ha ancora una base di consenso sono Flavio Tosi e il Pd ed entrambi hanno lo stesso avversario: la destra. Che, senza un loro accordo, vincerà in eterno e in carrozza, senza vere opposizioni.

Nel Pd c'è l'ala moderata dell'ex segretario provinciale Alessio Albertini che, seppur non espressamente, spinge da tempo per l'alleanza. Fosse per Albertini l'accordo con Tosi si sarebbe fatto già alle comunali dell'anno scorso. Ma anche Federico Benini, capogruppo a Palazzo Barbieri e consigliere più votato, ha da tempo un fitto dialogo con Tosi, sebbene non esca dall’equivoco politico del suo rapporto con Michele Bertucco, ovviamente incompatibile con Tosi. Tosi che, da tempo, ha intrapreso un percorso liberale-riformista, certamente lontano dalla vecchia sinistra, ma pure dalla destra in voga oggi. Resta l’incognita dell’enfant prodige del centrosinistra veronese, Tommaso Ferrari, che sull’argomento ancora glissa e nicchia.

L’esperimento potrebbe iniziare con la prossima tornata amministrativa di primavera, ma con l’obiettivo finale delle comunali del 2022.

Le condizioni per un avvicinamento, insomma, ci sarebbero tutte. Anzi, credo che gli elettori oggi siano anche più maturi e pronti della classe dirigente del Pd veronese (tra un elettore moderato democratico è un tosiano non c’è più tutta questa differenza). Pd diviso in mille rivoli correntizi autoreferenziali ed egoistici, e da oltre un anno e mezzo senza un leader locale. Il problema, in fondo, è proprio questo: ma esiste ancora il Pd?

Francesco Barana


 
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