SI CREI UN "PANTHEON" CULTURALE CITTADINO

Verona disconosce
i suoi artisti

03/11/2018 14:34

Nemo propheta in patria. A Verona anche di più. Verona celebra il centenario della Grande Guerra (tra le altre iniziative una mostra in Comune), ma rifiuta o dimentica di coinvolgere un suo artista - il cantautore e scrittore Massimo Bubola - che sulla prima guerra mondiale quest'anno ha pubblicato “Ballata senza nome” (Frassinelli), libro in concorso al Premio Strega, il più importante riconoscimento letterario italiano. Bubola che giovedì sera era ospite a Porta a Porta, dove ha cantato e presentato il suo romanzo. invitato da Vespa, ma ignorato dalla sua città. Una contraddizione che fa riflettere.

Perché il caso di Bubola non è isolato. C'è una ferita aperta da anni che non si rimargina: Verona non protegge i suoi artisti più raffinati e profondi, non li promuove e non li racconta. Sembra, anzi, che quasi li rifiuti. Risultato? I veronesi non li conoscono. Attenzione, non è un problema marginale: una città che non coccola le sue eccellenze, anche culturali, non coccola se stessa. Non s'innalza, rimane costantemente nella superficie stereotipata dei due verbi imperanti: laora e tasi.

Così però s'impoverisce il nostro senso di appartenenza. Cosa siamo? Dove andiamo? Siamo solo quelli che lavoriamo e produciamo economia, oppure potremmo avere orizzonti più ampi? Sono domande che una comunità dovrebbe porsi e spesso le risposte ce le offrono gli artisti con le loro opere e il loro contributo di massa critica.

Disconoscerli significa poi trincerarsi, senza nemmeno troppo accorgersene, in un cattivo provincialismo. Se fossimo consapevoli di quello che abbiamo in casa, lo apprezzassimo e lo vivessimo, avremmo la forma mentis, le basi culturali e una predisposizione maggiore per aprirci al mondo.

Si dibatte tanto e pomposamente su Verona possibile Capitale della Cultura 2021. Non credo per nulla ai premi formali, se poi rimangono solo una targhetta ricordo senza contenuti. Ma la candidatura potrebbe essere l'occasione per mettere insieme i più illustri artisti veronesi, dar loro spazio e spazi, e creare finalmente una sorta di “pantheon” culturale che dia più forza e caratterizzi l'identità della città. Per abbellirci, rafforzarci e allontanarci finalmente da certi stereotipi.

Francesco Barana



 
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