BUFALE E SELFIE DAVANTI ALL'ADIGE IN PIENA

Il maltempo e
l'edonismo della noia

31/10/2018 09:16

Faccio selfie e frego la gente. Parafraso Nanni Moretti per descrivere l'abisso del declino. Perché non ci potevo credere: ho visto persone che si facevano selfie sorridenti davanti all’Adige in piena, mentre su messanger e whatsapp giravano e diventavano virali fake news allarmistiche sull’acqua potabile contaminata. Bufale che la Croce Rossa ha dovuto (comprensibilmente) prendersi la briga di smentire, perché siamo arrivati al punto che se non smentisci poi la gente crede ai cazzari.

L’edonismo della noia tocca anche Verona. Per taluni tutto è divertissement, anche il dramma dei molti altri che tra lunedì e martedì sono stati in ansia h24. Perché, capiamoci, se per qualcuno l’Adige a rischio esondazione può essere una stupida foto da mandare emozionati con l’emoticon all’amico-a di turno, o la solita fake news da produrre per i megafoni dei social, per molti cittadini è motivo di fottuta e reale paura.

Eppure anche qui sono ormai immancabili i voyeuristi in servizio permanente. Anche a Verona siamo impestati di buontemponi (si fa per dire) che si divertono a creare panico. Mi chiedo: ma dov’è finita la proverbiale discrezione (se volete anche ipocrita e nichilista) veronese? Non esiste più? O in fin dei conti non è mai esistita e tutti questi aggeggi della comunicazione digitale hanno scoperchiato l’eterno vaso di Pandora?

Non ci fermiamo più davanti a nulla. Non c’è più limite e inibizione. Anche il dramma è diventato mediocre commedia della nostra vanità. E poi, capita - perché al paradosso e al grottesco non c'è mai fine - che in mezzo a questa desolazione e vuoto etico abbiano rotto le palle agli unici incolpevoli: gli esperti canoisti che passavano dal buco dei ponti mezzi sommersi dall'acqua. Il mondo al contrario.

Francesco Barana


 
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