CONSERVATORI IN GUERRA, MA è BOOM COMMERCIALE

Cannabis light,
contraddizioni veronesi

17/10/2018 12:36

Il mondo va avanti per forza d'inerzia. E anche Verona. Nei giorni scorsi mi ha colpito un triangolo di personaggi e vicende con protagonista la nostra città. Tema: la cannabis light, quella con un principio attivo basso e dunque legalmente in commercio.

Giovanni Serpelloni, che a Verona è direttore dell'Uoc Dipendenze, con uno studio presentato la settimana scorsa ai WeFree Days di San Patrignano ha confutato la tesi secondo cui con 20-30 grammi di marijuana light non si possa ottenere un livello di THC stupefacente e dunque “che provoca alterazioni neuropsichiche”. A rilanciare lo studio di Serpelloni, negli stessi giorni e sempre all'evento di San Patrignano, un'altra personalità legata a Verona, il ministro della Famiglia con delega alla lotta alla droga Lorenzo Fontana.

Il paradosso è che proprio mentre Serpelloni e Fontana spiegavano il loro punto di vista, su un nostro quotidiano leggevo che proprio a Verona si sta registrando il boom degli shop nati per la vendita della cannabis light: sei negozi aperti in pochi mesi (sono più di 800 in Italia).

E allora senza voler entrare in un dibattito scivoloso, complesso ed eterno (proibizionisti vs anti-proibizionisti, liberali-libertari vs ultraconservatori, eccetera) e registrando che ci sono altre tesi e studi che sostengono il contrario di Serpelloni e Fontana, pongo solo una questione: il mercato, il consumo, l'economia, l'incontro domanda e offerta precedono ancora una volta la politica. E' sempre stato e sempre sarà così.

L'economia segue i principi della fisica: è come una forza d'inerzia, perpetua e rettilinea, che nessuna altra forza esterna può fermare o deviare, nemmeno la politica. E così è anche nell'ultraconservatrice eppure dinamica Verona, da sempre terra di contraddizioni.

Follow the money: il resto, giuste o sbagliate che siano, sono battaglie di retroguardia.

Francesco Barana


 
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