VOTO DI CONDANNA IN CONSIGLIO COMUNALE

Censura Zelger: paradossi
ed eterni ritorni

12/10/2018 17:50

C’è chi la vede molto da destra e sia mai che vada un po’ a sinistra. C’è chi la vede molto da sinistra e guai a spostarsi leggermente a destra.

La melina che ha preceduto e seguito ieri sera in consiglio comunale il voto di censura (approvato quasi all’unanimità) contro lo Zelger-pensiero (si fa per dire) alla trasmissione radiofonica “La Zanzara”, lascia dietro di sé dei contorni divertenti e financo grotteschi. Ci vorrebbe la geniale disillusione del Gaber-pensiero a illuminare questa stucchevole autoreferenzialità politica di alcuni nostri consiglieri.

Perché i destrorsi duri e puri, tipo Comencini e Bacciga, mica c’erano in aula a censurare Zelger, che politicamente è simile a loro. E nemmeno Sboarina, che pare fosse alla sagra della polenta di Vigasio (beato lui). Perlomeno loro ci hanno risparmiato l’ipocrisia, anche se io preferisco pensarla come Nietzsche, che ai nostri tre pure non dovrebbe dispiacere: “Vi è un grado di falsità incallita, che si chiama coscienza pulita”.

Poi c’era chi di sinistra, vedi Bertucco, che la censura non l’ha votata perché troppo “di destra” - dunque morbida - rispetto alla versione originale. Bertucco, il Bertinotti in salsa veronese, che coerentemente si è confermato “Signor no”, ma anche - e ancora una volta - paradossalmente speculare a Sboarina. Bertucco che tuttavia sul suo blog spiega nei dettagli i suoi perché.

E così tra chi a destra non è andato a sinistra e chi a sinistra non è andato a destra, in mezzo è tornato alla ribalta Flavio Tosi, che è colui che ha mediato con tutti gli altri per trovare un testo da approvare con il più ampio consenso. In assenza del sindaco, ci ha pensato “l’altro sindaco”, l’eterno convitato di pietra.

Francesco Barana


 
Nessun commento per questo articolo.