LO SHOW E LA POLVERE SOTTO IL TAPPETO

Celentano, il ragazzo...
del Camploy

01/10/2018 09:48

Ci affideremo ai santi. Oppure a Celentano. E chissenefrega se da Roma con la manovra economica ci hanno “congelato” (sic) 20 milioni di fondi periferia per Veronetta. Dove non arriva il cosiddetto “governo amico”, a Veronetta arrivano gli amici di Gianmarco Mazzi. Sempre di amicizia si tratta. Mazzi, non solo responsabile dell'extra-lirica areniana, ma da decenni manager di fama nazionale. Amici che guarda a caso sono tutti virgulti in ascesa della musica italiana, perché Verona, si sa, guarda al futuro e ai giovani: Bocelli, Baglioni, Venditti, Pausini in Arena e ora Celentano al Camploy.

Chi scrive adora, anzi venera il Molleggiato (per la canzone Storia d'Amore e il film Il Bisbetico domato su tutti) e stima Mazzi. Ma siamo alle solite: affidarsi a un evento, a una star, al circo mediatico che gravita intorno per nascondere i problemi (culturali e di rilancio della città e dei quartieri, e nella fattispecie della bellissima Veronetta) e magari uscirsene con le solite supercazzole surreali, tipo che grazie a Celentano Veronetta diventerà famosa per i turisti di tutta Italia (sì come no). Celentano che ha pagato 80 mila euro il Camploy per 139 giorni d'affitto esclusivo (le compagnie teatrali della città sentitamente ringraziano). “Con quei soldi sarà sistemato il teatro” è stato detto dall'amministrazione. Sono soddisfazioni.

E' la tecnica della polvere sotto il tappeto. L'eco mediatico come fata morgana risolutrice di tutto. E nel frattempo, nonostante gli annunci, dopo più di un anno ancora non abbiamo capito come i nostri amministratori vogliano rilanciare la cultura a Verona, a parte aver nominato un assessore. Lo chiederò a Celentano, il ragazzo... del Camploy.

Francesco Barana


 
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