LA DUE GIORNI IN CAREGA RIAPRE LA QUESTIONE

C'è una Verona che
ha fame di divertimento

24/09/2018 09:24

Qualche settimana fa scrivevo della desolazione di Verona di notte e lamentavo il conformismo della movida veronese, legata soprattutto alla monotona staticità di piazza delle Erbe e poco altro. Beh, sabato sera verso le undici sono passato alla festa del quartiere Carega, a mio avviso la zona più caratteristica di Verona. Una due giorni riuscitissima: la gente era in strada che cantava e ballava spontaneamente sulle canzoni di una band che proponeva i grandi classici su un piccolo palchetto. Vedete? A volte basta davvero poco per fare sanamente casino in modo diverso.

Ma come con Cenerentola a mezzanotte l'incantesimo si è interrotto e la musica è finita. Eppure a quel punto è successa un fatto straordinario e significativo: la gente ha cominciato a “ribellarsi” e a cantare e ballare senza musica. Tutti avevano ancora voglia di stare insieme in quel modo e condividere una serata finalmente... diversa dal solito cliché.

Questo mi conferma che c'è una parte di Verona - i tanti ragazzi che per attitudine (mentale, artistica, viscerale) non si conformano alla minestra dei soliti locali, o ai Bocelli, Pausini e Baglioni – che vorrebbe essere rappresentata ma non lo è. Continuiamo a trascurarla?

Bisogna sviluppare qualcosa di nuovo nell'entertainment e nella cultura di questa città. Non bastano le (lodevoli) eccezioni del Vinitaly and the City e del Tocatì. Serve riaprire le tante piazze e proporre in ognuna un qualcosa di diverso almeno una volta al mese. Vanno coinvolti il variegato mondo dell'associazionismo (spesso litigioso e diviso in parrocchiette) e l'università. Verona si deve finalmente aprire, concedere e anche un po' "sporcare", dannazione! E non solo due volte l'anno. O vogliamo morire di inedia?

Francesco Barana


 
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