ELEZIONI PROVINCIALI

Scalzotto for president
Lega unita, gli altri no

22/09/2018 18:45

Manuel Scalzotto, sindaco di Cologna Veneta, sarà probabilmente il successore di Antonio Pastorello alla presidenza della provincia.

Il direttivo della Lega lo ha indicato all’unanimità (cosa non frequente, di questi tempi, nel Carroccio veronese).

Le elezioni si terranno il 31 ottobre (mentre grazie alla legge elettorale più idiota dell’universo, i suoi 16 consiglieri saranno eletti in febbraio).

Scalzotto è stato scelto anche come accettabile mediazione tra la corrente interna di Paternoster-Coletto e quella di Fontana-Montagnoli, e adesso ha la strada in discesa.

Per Forza Italia, Massimo Ferro, che partecipa per gli Azzurri al tavolo regionale sul tema, chiede che ai berlusconiani vada almeno una provincia delle 4 venete chiamate al rinnovo (Verona, Vicenza, Padova e Rovigo).Ma deve fare i conti col patto di ferro stilato tra Matteo Salvini e Federico Sboarina, in via Bellerio, prima delle elezioni comunali di Verona, del 2017, patto che prevedeva Sboarina sindaco ma con la presidenza della Provincia da affidare ad un leghista.E Sboarina, quel patto intende mantenerlo.

Qualche possibile intoppo, in realtà, ancora c’è.

I seguaci di Casali e Gasparato (ma Casali con pochissima convinzione, visti i rapporti con Zaia) avrebbero anche loro un proprio candidato, il sindaco di Isola della Scala, Stefano Canazza.

E i 4 consiglieri della Lega (su 7) che nel Comune di Verona hanno posizioni autonome, vorranno dire la loro, e quanto meno far pesare il proprio voto.

Tutte complicazioni che potrebbero favorire il candidato di Flavio Tosi, il sindaco di Grezzana, Arturo Alberti. Che potrebbe raccogliere consensi nel Pd.

Ma c’è ancora il Pd, a Verona?

E soprattutto: ci sarà ancora il Pd, sia qui che a Roma, fra qualche mese?

Lillo Aldegheri


 
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