ARRESTO

Mafia moldava, in cella
l'ultimo latitante

13/09/2018 21:15

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Verona hanno notificato allo scalo ferroviario di Roma-Ciampino un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di un cittadino moldavo 33enne.

L’uomo, dopo essere stato localizzato in Romania, è stato estradato in Italia dove sarà processato nell’ambito dell’indagine convenzionalmente denominata “Karalatitza”, coinvolto nel sodalizio criminale per i reati di associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione di armi, immigrazione clandestina ed altri reati.

Il 33enne è stato arrestato dopo un lungo periodo di latitanza. La misura cautelare era stata richiesta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Venezia e concessa dal Gip del Tribunale lagunare e riguardava 35 soggetti tutti di etnia dell’est europeo, componenti di una vasta e transnazionale associazione per delinquere di stampo mafioso - di matrice ex sovietica - operante in tutto il Nord Italia, con base nella provincia di Verona, e articolate ramificazioni internazionali.

L’operazione di polizia venne eseguita il 22 gennaio 2014 e vide il coinvolgimento, nella fase esecutiva, oltre che dei Carabinieri di Verona, dei poliziotti moldavi e romeni.

Il gruppo criminale era dedito ad una lunga serie di delitti tra i quali estorsioni, immigrazione clandestina, tratta degli esseri umani, traffico di stupefacenti, furti, rapine, reati contro la persona sino all’omicidio, porto e detenzione illecita di armi. L’operazione, che ha visto coinvolti in totale 78 indagati, oltre alla cattura di numerosi malviventi, aveva portato anche a decine di perquisizioni in altrettante basi della banda, sparse nelle province di Verona, Venezia, Padova, Milano, Brescia, Modena, Reggio Emilia, Piacenza, Bologna. Per molti degli indagati i processi sono ancora in corso e si trovano attualmente in diverse fasi, a seconda del rito prescelto dagli imputati.

L’indagine, protrattasi per molti anni, venne avviata dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Verona nel 2006, quando gli investigatori dell’Arma scaligera intervennero in seguito di un tentato omicidio, avvenuto in città e maturato nella comunità criminale dell’est europeo. Dalle indagini era emerso che il delitto era conseguente ad una conflittualità interna insorta tra due gruppi criminali operanti tra il Veneto e l’Emilia Romagna, composti prevalentemente da cittadini di origine moldava. L’arrestato è stato condotto nella Casa Circondariale di Roma-Rebibbia.


 
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